Detenuta tenta di strangolare poliziotta

Una detenuta di 40 anni, italiana e con fine pena maggio 2018 per una serie di reati – tra i quali violenza, lesioni, spaccio di stupefacenti, violazione di domicilio - ha aggredito il personale infermieristico e il personale di polizia penitenziaria senza alcuna ragione apparente.

Detenuta tenta di strangolare poliziotta
Cronaca 22 Novembre 2017 ore 10:39

Grave episodio in carcere a Bollate, dove una detenuta ha tentato di strangolare una poliziotta.

Detenuta violenta

A dare la notizia è Alfonso Greco, segretario regionale per la Lombardia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. “Questa mattina si è verificata l’aggressione ai danni di una poliziotta penitenziaria in servizio. Una detenuta di 40 anni, italiana e con fine pena maggio 2018 per una serie di reati – tra i quali violenza, lesioni, spaccio di stupefacenti, violazione di domicilio - ha aggredito il personale infermieristico e il personale di polizia penitenziaria senza alcuna ragione apparente. Una poliziotta penitenziaria, a cui rivolgiamo la nostra solidarietà e vicinanza, è stata trasportata in ospedale per trauma collo e cervicale per tentativo di strangolamento".

La denuncia del sindacato

"Il Sappe più volte ha lamentato la mala gestione del personale di Polizia Penitenziaria femminile della II Casa di Reclusione di Bollate. Ad oggi, infatti, su 34 unità, 12 (più di 1/3 ) sono impiegate presso le cariche fisse di cui 2 per altro senza i requisiti e un’altra trattenuta illegittimamente presso l’Ufficio Segreteria. Questa è l’ennesima aggressione che si registra in un carcere dalla Lombardia. Dovrebbe fare riflettere sulla necessità di adottare opportuni provvedimenti per scongiurare ulteriori fatti violenti contro poliziotti penitenziari”.

Le parole del Segretario Generale

Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più - dice Donato Capece -. Lo diciamo da tempo, inascoltati. La sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto. Dall’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, dalla mancanza di personale, dal mancato finanziamento per i servizi antintrusione e antiscavalcamento. Inoltre, la sfrontatezza di taluni detenuti è intollerabile ed andrebbe punita con fermezza e decisione”.

"Non va tutto bene"

“Anncora una volta, dunque, il carcere dove secondo alcuni tutto va bene e tutto è tranquillo, un Agente di Polizia Penitenziaria è rimasto vittima di un grave episodio”, polemizza il leader del Sappe. “Questo ennesimo grave fatto, che non mancherà di essere etichettato come ‘fatto isolato’ da parte di chi intende difendere un’immagine di Bollate diversa dalla realtà, dimostra come la tensione delle carceri sia costante. A pagare il prezzo di questa sconsiderata ed ingiustificata violenza sia sempre e solo chi sta in prima linea. Ossia gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, che dovrebbero avere invece più tutele e sicurezza”.