Daniele Cassioli all'Istituto Barbara Melzi

Il campione paralimpico di sci nautico a Legnano per presentare il suo libro "Il vento contro".

Daniele Cassioli all'Istituto Barbara Melzi
Legnano e Altomilanese, 10 Dicembre 2018 ore 13:11

Daniele Cassioli, campione paralimpico di sci nautico, a Legnano.

Daniele Cassioli presenta il suo libro

Il campione paralimpico di sci nautico Daniele Cassioli sarà ospite dell'istituto canossiano Barbara Melzi di Legnano per presentare il suo libro "Il vento contro". L'appuntamento è per lunedì 10 dicembre, alle 20.45, al teatro dell'istituto. Significativo il sottotitolo del volume: "Quando guardi oltre, tutto è possibile". Cassioli, nato cieco il 15 agosto 1986, è campione paralimpico di sci nautico. Detentore di tre record del mondo, in carriera ha vinto 22 medaglie d'oro ai mondiali e 25 agli europei. Fisioterapista, è membro del Consiglio nazionale del Comitato italiano paralimpico. "Il vento contro" è il racconto della sua storia, della scoperta che, a volte, avere il vento contro è la condizione ideale per far nascere la voglia di volare.

Il legame con Legnano

Cassioli, che abita a Gallarate e lavora in un centro medico di Castellanza, con Legnano ha un legame... di sangue. E' infatti socio donatore della sezione Avis cittadina. La scorsa estate lo avevamo incontrato proprio lì e ci aveva rilasciato una breve intervista nell'ambito di un servizio sulla donazione di sangue nella zona dell'Asst Ovest Milanese. Ve la riproponiamo: "I miei occhi non funzionano, però il sangue ce l’ho buono". Daniele Cassioli, 32 anni ancora da compiere (è nato il giorno di Ferragosto), non vedente dalla nascita, spiega con una battuta la sua scelta di diventare donatore. "Mi sono avvicinato all’Avis a 29 anni - racconta il giovane gallaratese, fisioterapista in un centro medico di Castellanza e campione di sci nautico con un palmarès da record (22 ori mondiali, 20 titoli europei, 31 italiani) -, con l’idea di restituire parte del bene che ho ricevuto e che ricevo tuttora, in termini di aiuti emotivi e pratici. Io dico sempre che quando fai una cosa per gli altri in fondo la stai facendo per te stesso e la donazione non fa eccezione, anzi: per me è un arricchimento personale, qualcosa che mi dà energia".
C’è poi il vantaggio di tenere sempre sotto controllo il proprio stato di salute. "Curiamo in maniera maniacale il nostro aspetto fisico e ci facciamo centinaia di foto - prosegue Daniele - ma poi disertiamo i check-up periodici dal medico. Ho amici che non fanno un esame del sangue da dieci anni... Diventare donatore invece vuol dire avere costantemente il polso delle proprie condizioni fisiche.
Perché ho scelto Legnano? Ho un amico che già donava qui. Ora veniamo insieme, mi accompagna lui, facciamo colazione insieme e scambiamo quattro chiacchiere: donare così diventa un momento ancora più bello".

 

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