Il 23enne Lorenzo Cattaneo sulle orme di Moro e Mattarella

Da Cusago alla guida della Federazione italiana cattolica italiana

Il 23enne Lorenzo Cattaneo nominato presidente della Fuci, sodalizio in cui si sono formati tra gli altri Aldo Moro e Sergio Mattarella...

Da Cusago alla guida della Federazione italiana cattolica italiana
Magenta e Abbiategrasso, 04 Ottobre 2020 ore 15:00

Il 23enne Lorenzo Cattaneo nominato presidente della Fuci, sodalizio in cui si sono formati tra gli altri Aldo Moro e Sergio Mattarella…

Da Cusago alla guida della Federazione italiana cattolica italiana

Da Cusago a Roma, dove è stato nominato presidente nazionale della Federazione universitaria cattolica italiana: un traguardo davvero prestigioso per il 23enne Lorenzo Cattaneo, studente di Giurisprudenza alla Statale di Milano la cui nomina è stata resa nota il 24 settembre dal Consiglio permanente della Cei, che ha ratificato l’elezione avvenuta durante l’assemblea federale della Fuci celebrata per via telematica il 9 e 10 maggio scorsi.

Già presidente della Fuci della Diocesi di Milano e socio dell’azione cattolica ambrosiana, Lorenzo Cattaneo subentra ad un altro milanese, Pietro Giorcelli. Ma tra i nomi che hanno fatto la storia della Fuci, andando indietro nel tempo, si incontrano anche personalità di primissimo piano a livello nazionale come Giulio Andreotti o Aldo Moro, che furono a loro volta presidenti, o  Francesco Cossiga e Sergio Mattarella, che si formarono all’interno della federazione. Lorenzo sta in questi giorni prendendo le misure dell’impegnativo incarico. Ma non parte certo da zero, dopo i due anni alla guida della Fuci milanese: «Sono entrato a farne parte al primo anno di Giurisprudenza, con la volontà di intraprendere un mio percorso personale di fede dentro l’università. Ne sono rimasto coinvolto, gli incontri sono seguiti sino alla proposta al termine del mio primo anni di divenire presidente diocesano».

Durante il biennio di Lorenzo Cattaneo agli storici gruppi in Cattolica e Statale si è aggiunto quello in Città Studi. Il cusaghese ha curato le pubblicazioni della rivista dei gruppi milanesi Fuoriorario e soprattutto coordinato gli eventi, rappresentando le singole realtà presso la Curia ed altre associazioni. Ma il grande impegno del Fuci è soprattutto rivolto all’accoglienza di matricole e fuori sede.

Ora cambiano dimensioni e prospettive, con il trasferimento a Roma per due anni, all’interno di una struttura che per statuto ha anche una presidente studentessa (Martina Occhipinti, di Ragusa), due vice, un tesoriere, addetti alla comunicazione e assistenti.

«E’ un periodo di ripartenza, il Covid ha condizionato molto le attività. Abbiamo dovuto pensare a come accogliere le matricole ed i fuori sede in questo nuovo contesto, dove il contatto umano viene un po’ meno. Per questo abbiamo avviato con Azione cattolica e Unesu il progetto Sos matricole, con video e incontri online». E ci sono poi le responsabilità di coordinamento dei 40 gruppi italiani, ognuno con le proprie specificità. Il tutto senza naturalmente trascurare gli studi.

Il filo conduttore di quest’anno è «Presenti! Rispondiamo insieme all’oggi che cambia«. Spiega Lorenzo: «Al centro c’è il tema della relazione, e dell’essere insieme anche all’interno della dinamica ecclesiale. L’oggi che cambia è la sfida che dobbiamo affrontare, cui stiamo rispondendo con il progetto Sos matricole e con i webinar».

Non meno importanti, gli incontri a cadenza settimanale, uno più spirituale, l’altro culturale e incentrato sui grandi temi dell’attualità: «Tutto parte dal desiderio di studiare in gruppo, ma il nostro punto di forza è andare oltre le nozioni per una formazione a 360 gradi su quello che succede nel mondo, con una formazione seria, discussioni e confronti».

Sul piano personale, un’esperienza sicuramente impegnativa ma che può anche rappresentare una straordinaria palestra. Lorenzo Cattaneo, che ha mantenuto il contatto con le sue radici cusaghesi che per lui rappresentano la famiglia, l’oratorio, gli anni nella squadra di calcio, comprensibilmente tiene i piedi ben piantati a terra: «Gli anni dell’università restano quelli della formazione, in cui si capisce cosa si vuole fare. Sto entrando in contatto con un mondo vario di professionalità che sicuramente potranno farmi crescere e aiutare a capire. La politica? E’ certo per me una passione, come ritengo dovrebbe essere per tutti. Per questo crediamo molto nella formazione, nel dialogo anche con le istituzioni europee. Per cercare di dotarci degli strumenti per comprendere i grandi temi del nostro tempo». E per guardare con rispetto ma senza timore alla grande eredità affidata ora alle mani di Lorenzo. TORNA ALLA HOME PAGE

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