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Arese

Covid in Rsa: parla la direzione della Gallazzi-Vismara

"La trasparenza è sempre stata assicurata nonostante i momenti di confusione e l’assenza di informazioni certe da parte degli organi sanitari di riferimento".

Covid in Rsa: parla la direzione della Gallazzi-Vismara
Cronaca Rhodense, 29 Aprile 2020 ore 15:19

Covid in Rsa, dopo i casi di ospiti positivi alla Gallazzi-Vismara di Arese la direzione risponde per fare chiarezza su quello che è stato fatto fino ad ora.

Covid in Rsa: la replica della direzione

"I parenti dei nostri ospiti vengono regolarmente aggiornati sia sulle effettive condizioni di salute dei propri congiunti sia sulla situazione generale della casa di riposo. Le comunicazioni avvengono direttamente tramite chiamate o attraverso email, dipende dalla delicatezza della comunicazione. Nonostante ciò alcune “voci” si rincorrono con illazioni, a volte prive di fondamento, o informazioni palesemente non veritiere. Tutto ciò genera ulteriori preoccupazioni tra ospiti e parenti e disagio tra i nostri operatori, impegnati a fare tutto il possibile con grande dedizione e spirito di sacrificio. Desideriamo fare chiarezza fornendo una panoramica sintetica su quanto è stato fatto e si continua a fare per ridurre la diffusione del contagio".

Protezione degli ospiti

"Le norme, le procedure e le numerosissime disposizioni del Governo, dei Ministeri, della Regione e dell’Azienda Territoriale Sanitaria sono state applicate. In aggiunta sono state inserite ulteriori misure di protezione, anticipando la normativa riducendo o chiudendo i servizi non indispensabili, istituendo servizi sostitutivi. Di tutte le misure adottate i parenti sono stati informati. Abbiamo condiviso, anche con un medico di un centro di eccellenza, le nostre iniziative, definito protocolli e procedure, istruito gli operatori. Abbiamo inizialmente negato l’accesso a nuovi pazienti privi di cartelle sanitarie adeguate e in seguito a tutti indistintamente. Queste misure hanno dimostrato la loro efficacia per 40 giorni, fino al 05/04 quando si è registrato il primo caso positivo. Naturalmente sono state analizzate tutte le possibili cause di origine del contagio per migliorare le nostre misure di prevenzione".

La situazione ad oggi

Per quanto riguarda la situazione ad oggi del Covid in Rsa fanno sapere che:

"Il reperimento dei tamponi è stato complicato, ancora oggi molte strutture hanno difficoltà ad ottenerli e farli analizzare. Ad oggi abbiamo eseguito i tamponi sulla totalità degli ospiti per potere isolare e trattare adeguatamente i positivi e proteggere le persone che risultano negative al virus. Durante la  somministrazione, che è durata diversi giorni, abbiamo informato i parenti comunicando l'esecuzione del tampone e successivamente il risultato. Siamo riusciti ad approvvigionarci anche dei tamponi necessari per i controlli sugli operatori guariti per poterne consentire il rientro in struttura.

La situazione a oggi è la seguente:

– procedendo con l’analisi dei tamponi, è risultato un numero sempre minore di ospiti positivi come si può rilevare dall’andamento nel tempo che ha registrato:

– dalla metà di maggio inizieremo il secondo ciclo di tamponi per verificare la situazione.

– da marzo ad oggi abbiamo avuto 14 decessi di cui 10 con tampone positivo: purtroppo come sappiamo il virus attacca le persone più fragili che già presentavano per età e condizioni sanitarie un quadro fragile.

La cura dell’ospite nelle RSA non è centrata solo sulla salute fisica (compito degli ospedali), per cui l’assenza di contatti diretti con i parenti e di attività di gruppo, è stata compensata da subito attraverso telefonate e videochiamate con appositi dispositivi , ed il supporto di psicologi che hanno integrato il lavoro degli educatori e personale che ha incrementato l’attenzione agli aspetti relazionali".

Presidi per la protezione del personale

"Nonostante la difficoltà di reperire sul mercato, i presidi (soprattutto mascherine), al personale dell’Azienda non sono mai mancati gli strumenti di protezione. Grazie al fatto di gestire due farmacie, di avere ricevuto varie donazioni, di avere avuto l’attenzione e l’impegno fattivo dell’Amministrazione Comunale, abbiamo potuto anche sostenere la società di servizi da cui dipende la maggior parte degli operatori, in modo che a loro volta fosse garantita la continuità di fornitura nei momenti più difficili. La Direzione sanitaria ha sempre istruito tutti all’uso dei dispositivi di protezione ed alle norme di sicurezza da utilizzare.

Le inevitabili assenze per malattia sono state integrate dal personale resosi disponibile a turni diversi e riposi ridotti, oltre che tramite figure liberate da servizi sospesi, da nuovi inserimenti, dalle psicologhe in supporto agli educatori, dalle suore residenti in struttura . A tutti loro va il nostro più sentito ringraziamento, ben consapevoli dello sforzo fisico ed emotivo a cui sono sottoposti. Non potendo ottenere i tamponi per testare tutto il personale, è stata aumentata l’attenzione sul personale in accesso, e vari di loro sono stati inviati prudenzialmente al medico di medicina generale. Come già detto stiamo procedendo con i tamponi anche per gli operatori in modo da garantire un rientro sicuro a lavoro e proteggere gli ospiti".

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