Corruzione elettorale e scambio elettorale politico mafioso: 5 notifiche di garanzia

Nei guai anche il nipote di Alfonso Murano assassinato in un agguato di mafia nel 2006, mentre era al vertice del gruppo lonatese della locale di Legnano-Lonate Pozzolo.

Corruzione elettorale e scambio elettorale politico mafioso: 5 notifiche di garanzia
16 Ottobre 2020 ore 18:12

Corruzione elettorale e scambio elettorale politico mafioso: 5 notifiche di garanzia e avvisi di conclusione delle indagini.

Corruzione elettorale e scambio elettorale politico mafioso: 5 notifiche di garanzia

Oggi, venerdì 16 ottobre, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano hanno notificato 5 informazioni di garanzia e avvisi di conclusione delle indagini per il reato di corruzione elettorale e scambio elettorale politico mafioso emessa nella stessa mattinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano a firma delle dottoresse Alessandra Cerreti e Cecilia Vassena.
I destinatari dei provvedimenti sono Danilo Emilio Rivolta, ex sindaco di Lonate Pozzolo ed in carica fino al suo arresto nel maggio del 2017 quando la Procura di Busto Arsizio ne aveva richiesto la custodia cautelare per varie condotte corruttive e concussive, Peppino Falvo il “re dei CAF” (coordinatore regionale dei Cristiano Democratici), Francesca Federica De Novara, (già assessore al Comune di Lonate Pozzolo nella giunta Rivolta con delega alla Cultura, Servizi Demografici, Politiche per l’Istruzione e la Formazione Professionale, Politiche Giovanili, Servizi allo Sport), nipote di Alfonso Murano (assassinato in un agguato di mafia nel 2006, mentre era al vertice del gruppo lonatese della locale di Legnano-Lonate Pozzolo, suo padre Salvatore De Novara detto Franco (imprenditore edile) e Cataldo Santo Casoppero, condannato lo scorso 25 settembre dal Tribunale di Busto Arsizio a 14 anni di reclusione perché affiliato alla ‘Ndrangheta, nella sua articolazione territoriale denominata locale di Legnano e Lonate Pozzolo.

I provvedimenti scaturiscono dalla ormai nota indagine denominata “kriMIsa” che i Carabinieri di Milano, con il coordinamento della locale DDA, portano avanti ormai dal 2017 e che finora ha consentito l’esecuzione di 34 misure cautelari in carcere il 4 luglio 2019 ed altre 11 il 3 settembre 2020. Con riferimento alle misure cautelari del luglio 2019, è stato pienamente confermato l’impianto accusatorio con sentenza del GIP del Tribunale di Milano emessa l’8 settembre 2020 e la già citata sentenza del Tribunale di Busto Arsizio.
I reati contestati fanno riferimento alle elezioni amministrative del Comune di Lonate Pozzolo del maggio 2014 quando, secondo le indagini, Danilo Rivolta fu eletto grazie all’appoggio della locale ed in particolare di Casoppero attraverso un pacchetto di 300 voti, in cambio della promessa di assegnare un assessorato ad un candidato “gradito” alle famiglie cirotane mafiose, nel caso di specie alla De Novara. L’operazione di scambio fu, secondo l’accusa, organizzata e mediata da Falvo.
Fu lo stesso Rivolta interrogato dall’AG bustocca, a confermare le ipotesi accusatorie: “Nel febbraio, marzo 2014, Peppino Falvo venne da me e mi disse che i De Novara mi avrebbero appoggiato nella campagna elettorale. Franco De Novara in cambio voleva che la figlia Francesca venisse nominata assessore. Loro, nel frattempo, avrebbero provveduto a farmi prendere dei voti. Francesca De Novara ha preso 300 voti. La mia lista è stata supportata anche da Cataldo Casoppero. Dopo la mia elezione ho effettivamente nominato la figlia di De Novara assessore alla cultura.

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