Cerro Maggiore

Coronavirus, si fa la spesa con le “carte d’identità alterne”

E' la decisione del Comune di Cerro Maggiore, ecco l'ordinanza del sindaco Nuccia Berra

Coronavirus, si fa la spesa con le “carte d’identità alterne”
Legnano e Altomilanese, 23 Marzo 2020 ore 15:17

Coronavirus, la novità introdotta dal Comune di Cerro Maggiore per quanti devono fare la spesa fuori dal proprio paese.

Coronavirus, ecco le “carte d’identità alterne”

“Carte d’identità alterne”: è il modo deciso dal Comune di Cerro Maggiore per quanti devono recarsi in paese a fare la spesa. “Nell’ordinanza emessa si ordina di considerare gli approvvigionamenti settimanali di prima necessità come indispensabili – spiega il sindaco Nuccia Berra – pertanto devono essere considerati motivo di assoluta urgenza ai sensi dell’articolo 1 dell’ordinanza del Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell’Interno del 22 marzo 2020 e si ordina di restringere la circolazione dei residenti per gli approvvigionamenti settimanali di beni di prima necessità nei giorni pari del mese ai cittadini muniti di carta d’identità con numero finale pari e nei giorni dispari del mese ai cittadini muniti di carta d’identità con numero finale dispari (lo zero viene considerato pari)”.
“Abbiamo sancito la possibilità di andare a far la spesa nei comuni confinanti e una modalità di regolazione dei flussi per fare la spesa che possiamo chiamare per facilità ‘arte d’identità alterne’ – spiegano dall’Amministrazione comunale – Con questo metodo abbiamo la possibilità reale di controllare le persone che circolano per motivi essenziali e abbiamo un metodo concreto per verificare i trasgressori. Oltre gli slogan abbiamo voluto sottolineare l’importanza dello #STAREACASA, solo in questo modo si può fermare veramente la circolazione del virus e ci aspettiamo che la cittadinanza accolga questo metodo facile e immediato di gestire un problema gigantesco andando a normare i vuoti lasciati dai decreti emergenziali che sono stati fatti in questi giorni”.
Nell’ordinanza firmata da Berra è prevista la “chiusura al pubblico dei cimiteri cittadini, che saranno accessibili solamente per le cerimonie funebri”.
Per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative pecuniarie pari a 150 euro.

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