Vittime Covid

Coronavirus nelle rsa, è nata Felicita

E' nata l’associazione che vuole raccogliere e dare voce ai parenti delle vittime del coronavirus nelle Residenze sanitarie per anziani della Lombardia.

Coronavirus nelle rsa, è nata Felicita
Rhodense, 21 Giugno 2020 ore 11:24

E’ nata Felicita, l’associazione che vuole raccogliere e dare voce ai parenti delle vittime del coronavirus nelle Residenze sanitarie per anziani della Lombardia.

E’ nata Felicita

Alla guida dell’associazione Alessandro Azzoni, milanese, che lavora a Settimo, e la cui madre era ricoverata al Pio Albergo Trivulzio di Milano, dove si sono registrati i numeri più gravi legati alla pandemia.
Durante le fasi più acute dell’emergenza, e quando non era ancora chiaro cosa stesse accadendo all’interno delle rsa lombarde, Azzoni ed altri crearono su facebook la pagina «Verità e giustizia per le vittime del Trivulzio».
«Il Pio Albergo Trivulzio è un esempio emblematico e mediatico di quanto successo, ma purtroppo non un caso isolato. Dopo la formazione del gruppo, giorno dopo giorno siamo stati contattati da famiglie che avevano vissuto storie tragicamente simili anche in altre rsa della Regione: situazioni in cui non era dato sapere come stessero i propri cari ricoverati, in cui le rsa non fornivano informazioni, in cui un giorno tutto “andava bene” e il giorno dopo si riceveva la telefonata in cui si annunciava la morte del proprio caro. L’associazione Felicita nasce dalla volontà e dal dovere morale di dare voce a tutte queste persone, e non lasciare che questa tragedia si spenga nel silenzio» spiega Azzoni.

Coronavirus nelle rsa

L’associazione ha già iniziato il proprio percorso alla ricerca della verità su quanto accaduto fra febbraio e marzo.
«Stiamo collaborando con la Magistratura per fare luce su quanto accaduto. Sono state depositate testimonianze di familiari di oltre 60 degenti, e nei giorni scorsi è stato presentato un esposto collettivo in Procura che si aggiunge a una serie di singole denunce che raccontano quanto accaduto al Pio Albergo Trivulzio».
L’esposto offre una una preliminare ricostruzione dei fatti accaduti a partire dal mese di febbraio 2020 presso la rsa milanese, ed è stato elaborato sulla base dei contributi provenienti dai familiari dei degenti che hanno aderito al Comitato, in particolare, delle denunce presentate nelle scorse settimane e delle testimonianze redatte su richiesta della Commissione Regionale di verifica per il Pio Albergo Trivulzio. L’Associazione è infatti convinta che quanto accaduto al Pio Albergo Trivulzio non sia la conseguenza inevitabile del diffondersi di un virus contro il quale nulla si poteva fare. L’anomalo numero di decessi verificatisi al Trivulzio nel corso dell’emergenza sanitaria rappresenterebbe, al contrario, il punto più basso di una lunga catena di condotte umane attribuibili a chi, forse per finalità di “efficienza” economica, non solo non si è attivato tempestivamente per impedire l’ingresso del virus all’interno della più grande rsa d’Italia, ma, una volta verificatisi i primi casi sospetti, poco o nulla ha fatto per impedire il contagio si diffondesse in modo esponenziale nella struttura, falcidiando le vite di chi, per ragioni di età e di salute, era più vulnerabile. In particolare, con l’esposto l’Associazione sottopone alla Procura una prima valutazione sulla sussistenza del delitto di disastro sanitario, con il concorso determinante delle gravi carenze organizzative del Pio Albergo, già manifestatesi nelle settimane precedenti la pandemia. Inoltre, con riferimento ai ritardi e ai divieti nella distribuzione e nell’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, l’Associazione chiede agli inquirenti di valutare la configurabilità del delitto di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. I familiari delle vittime riuniti nell’Associazione chiedono alla Procura di valutare la sussistenza di profili di responsabilità, sia all’interno sia all’esterno della struttura, per la tragedia consumatasi al Pio Albergo Trivulzio.
Fatta luce su quanto accaduto nella più grande rsa lombarda, sarà più semplice comprendere le ragioni e le responsabilità che hanno portato ad alti numeri di contagi e morti in numerose altre strutture sanitarie per anziani del territorio, istituto Santa Caterina di Settimo compreso, stabilendo le differenze gestionali con le rsa in cui il coronavirus è stato invece contenuto.

Adesioni da 30 realtà

L’associazione Felicita ha già raccolto adesioni dai familiari di 30 diverse residenze per anziani della Lombardia, in aggiunta a quelli del Pio Albergo Trivulzio.
«Ci opporremo ad un eventuale scudo penale che protegga anche le dirigenze. La verità e la giustizia sono alla base di qualsiasi patto sociale. Sarebbe un colpo di spugna che creerebbe una nuova, profonda ferita a chi ha già subito un lutto».

Per contattare Felicita è disponibile l’indirizzo mail info@associazionefelicita.it

 

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