San Vittore Olona

Coronavirus, l'altra faccia della scuola che non si ferma

Il racconto di Cristina Lomazzi, docente dell'Ics Carducci di San Vittore Olona sulle lezioni on line coi suoi alunni

Coronavirus, l'altra faccia della scuola che non si ferma
Cronaca Legnano e Altomilanese, 24 Marzo 2020 ore 10:21

Coronavirus, il racconto di Cristina Lomazzi, docente dell'Ics Carducci di San Vittore Olona sulle lezioni on line coi suoi alunni.

Coronavirus, le lezioni in video della scuola sanvittorese

"L'altra faccia della scuola che non si ferma". E' così che inizia il racconto di Cristina Lomazzi, docente dell'Ics Carducci di San Vittore Olona. Insieme ai suoi alunni è infatti protagonista di un nuovo modo di fare lezione. L'emergenza Coronavirus ha infatti costretto tutti a rimanere a casa da scuola e le lezioni si fanno on line.
"Sullo schermo del pc appaiono, uno dopo l'altro, i volti dei tuoi ragazzi - prosegue Lomazzi - Il rumore che li accompagna sembra quello delle bolle di sapone che scoppiano. Una sorride, uno indossa delle cuffie più grandi lui, uno è in pigiama, un altro muove velocemente le labbra ma ha il microfono chiuso e non lo sentiamo, una si deve essere piastrata i capelli per l'occasione. Per tutti, per me compresa, è la prima volta in videoconferenza. 'Prof, mi sente?', 'Sì, ma voi mi vedete?', 'Io sento male, prof… ah no, ecco adesso sento',  'Prof, A. mi ha appena scritto su Whatsapp che ha perso il codice per accedere alla video-chat',  'Mandiamoglielo subito, ragazzi', 'Glielo giro io, prof!', 'Brava, dai che ce la facciamo', 'Sì prof, ma quella è casa sua? Che quadro è quello alle sue spalle?'. La nostra quotidianità è stata stravolta, senza preavviso. È proprio la routine che ci manca di più. Se siamo destabilizzati noi adulti, immaginiamo quanto possano esserlo dei preadolescenti.
#lascuolanonsiferma è l'hashtag a cui il nostro Dirigente Scolastico ci ha invitati. Noi docenti abbiamo raccolto la sfida - prosegue l'insegnante - : facendo rete tra noi, collaborando e supportandoci. Questo è necessario soprattutto dal punto di vista informatico, perché il livello di competenza digitale non è omogeneo ma è comune la volontà di migliorarsi e individuare la strada migliore per raggiungere i nostri ragazzi. La priorità, per tutti noi in questo momento, è il contatto con i nostri alunni. Con tutti loro, nessuno escluso. La tecnologia ci viene in
aiuto. Le famiglie vivono un momento di grave disagio, anche a causa della sospensione delle lezioni, e cerchiamo di non gravare su di loro, assegnando attività che i ragazzi possano svolgere in autonomia. Tuttavia, stiamo anche provando la via della vera didattica a distanza e non della mera assegnazione di compiti, come indicato nella nota del Miur che segue il Dpcm dell'8 marzo 2020, utilizzando tutti quegli strumenti che ai nostri ragazzi sono ancora più familiari che a noi. Dalle piattaforme alle attività online, dalle videoconferenze a Whatsapp. Vogliamo che i nostri alunni ci sentano vicini, che possano vederci, che non si sentano soli in questo momento di timore e incertezza. La scuola non si ferma. Siamo virtualmente accanto a voi, ragazzi, con tutti i nostri limiti ma sempre con tutto il nostro affetto e l'immutato desiderio di accompagnarvi nella crescita, anche se a distanza: nella misura che la realtà in questo momento ci mette davanti, usando gli strumenti che il nostro tempo ci offre. Non siete soli, la scuola non solo non si ferma… la scuola c'è".
E ancora: "Il T9 del mio smartphone mi suggerisce all’inizio di ogni messaggio il vocabolo che uso con più frequenza. In questi giorni, la parola suggerita e più usata è 'grazie'. Grazie a chi ci sprona dall'alto. Grazie ai colleghi che sono sempre disponibili a collaborare, a qualsiasi ora. Grazie ai genitori che ci sostengono. Grazie soprattutto ai nostri ragazzi perché, oggi più che mai, ci ricordano perché amiamo la nostra professione. Grazie a quell'alunno che due giorni fa mi ha stupito. Proprio lui che non ama la scuola e difficilmente svolge i compiti; lui che devi sempre tenere d'occhio e richiamare in classe; lui che arriva spesso in ritardo alla prima ora, in video-chat si è collegato per primo (mentre io temevo che non si collegasse affatto) e ha lavorato con impegno. Anche quando, correggendo un esercizio, ogni alunno ha letto una frase, proprio  come abitualmente facciamo in classe. E per qualche minuto, tutti guardavamo il foglio e ci siamo dimenticati di essere a distanza, ci siamo dimenticati della chiusura delle scuole, delle misure di contenimento e del Covid-19. Per qualche minuto abbiamo riassaporato la quotidianità. Ed è stato meraviglioso".