La richiesta per motivi di salute è stata respinta

Coronavirus, il giudice: “Il detenuto diabetico di Garbagnate resta in carcere”

Coronavirus, i giudici di Pavia respingono la richiesta di un detenuto garbagnatese, obeso e diabetico, di scontare gli ultimi sei mesi ai domiciliari: “Il carcere non è meno sicuro del suo Comune”

Coronavirus, il giudice: “Il detenuto diabetico di Garbagnate resta in carcere”
Cronaca Bollatese, 23 Marzo 2020 ore 13:13

Coronavirus, i giudici di Pavia respingono la richiesta di un detenuto garbagnatese, obeso e diabetico, di scontare gli ultimi sei mesi ai domiciliari: “Il carcere non è meno sicuro del suo Comune”

Coronavirus, il giudice: “Il detenuto diabetico di Garbagnate deve restare in carcere”

Anche l'Amministrazione della Giustizia è posta di fronte a scenari e situazioni che solo fino a poche settimane fa sarebbero stati impensabili per via dell'emergenza Coronavirus. E' balzata in questi giorni agli onori delle cronache una vicenda che ha per protagonista un detenuto di Garbagnate Milanese , 57enne di origini calabresi che sta scontando nel carcere di Voghera una condanna a otto anni e un mese per estorsione aggravata da metodo mafioso. L'uomo è, secondo i parametri Oms un grande obeso ed ha inoltre seri problemi di diabete.

Anche per questo il suo legale, Lorenzo Nicolò Meazza, ha chiesto che potesse scontare gli ultimi sei mesi di pena ai domiciliari, nella casa di Garbagnate assieme alla compagna. Questo anche alla luce della saturazione del servizio sanitario ordinario causata dalla pandemia, che rende difficile l'assistenza di patologie particolari per i detenuti. Nel carcere di Voghera, peraltro, si è già registrato un caso di positività a Covid-19. Non solo: l'istituto superiore della sanità ha riferito che l'unico under 40 morto in Italia per via del Coronavirus era un grande obeso affetto da diabete. Qualche ragione per provare ad avanzare la richiesta dei domiciliari sembrava dunque esserci.

Lo svarione: "Garbagnate zona rossa"

Ma il giudice dell'ufficio di sorveglianza di Pavia, come riferisce il Corriere, ha respinto la richiesta, con una motivazione che contiene tuttavia almeno una ambiguità. Per spiegare infatti che il detenuto non corre più rischi di contrarre il virus in carcere che a Garbagnate, il giudice ha fatto riferimento al Comune come territorio facente parte della “zona rossa”. Ma Garbagnate non è mai stato naturalmente in “zona rossa”, bensì è “zona protetta”, come qualsiasi altro Municipio italiano. Ineccepibile resta l'altra motivazione: i reati del detenuto garbagnatese figurano tra quelli ostativi per legge ai normali benefici penitenziari. TORNA ALLA HOME PAGE PER LE ALTRE NOTIZIE