Menu
Cerca
Nerviano

Coronavirus, nell’anno della pandemia alla Fondazione Lampugnani nessun decesso per Covid

I 12 mesi di battaglia raccontati dal direttore amministrativo Sergio Parini

Coronavirus, nell’anno della pandemia alla Fondazione Lampugnani nessun decesso per Covid
Cronaca Legnano e Altomilanese, 26 Febbraio 2021 ore 14:26

Coronavirus, il direttore amministrativo della Fondazione Lampugnani di Nerviano racconta l’anno passato affrontando la pandemia.

Coronavirus, alla Fondazione Lampugnani nessun decesso per Covid

“23 febbraio 2020 – 23 febbraio 2021”: inizia così il racconto di Sergio Parini, direttore amministrativo della Fondazione Lampugnani, casa di riposo che sorge lungo il Sempione a Nerviano.
“Nel corso di questo anno non ho mai pubblicato post riguardanti la mia attività lavorativa connessa col Covid. A guardar bene non lo facevo neppure in precedenza – spiega Parini – Nella straordinarietà, comunque, ci poteva stare un desiderio di partecipare quantomeno stati d’animo, speranze, timori. Eppure niente… Forse per pudore, o forse per scaramanzia; fatto sta che ci sono ricorrenze nelle quali un punto va messo. Doverosamente, in questo caso, nei confronti dei tanti miei colleghi-e che si sono impegnati in un’impresa che soprattutto all’inizio si è rivelata spaventosa.

L’arrivo del virus in zona

“Spaventosa: non trovo un altro termine per rappresentare la paura che ci ha accompagnati nelle prime settimane e che – a cicli irregolari – ci ha tenuto sulla corda e ancora non ci ha abbandonati – ricorda Parini – Il 23 febbraio 2020, con una decisione impopolare nella sua tempestività e preveggenza, la Rsa Fondazione Lampugnani bloccava gli ingressi a parenti e volontari, con un provvedimento che si pensava temporaneo ma che perdura tuttora fatto salvo un breve periodo nella scorsa estate. La paura è stata un crescendo, che ha comportato nulla di eroico (sia chiaro), bensì una determinazione e un’attenzione pilotate dalla dedizione verso persone – gli ospiti – che dal momento dell’ingresso in struttura diventano parte della vita di chi in struttura ci lavora. E’ andata semplicemente così!”

L’impegno del personale

“Semplicemente così: forse per l’attenzione, forse per timore, forse perché siamo stati veramente bravi, forse perché una volta tanto la fortuna non è stata cieca…  prosegue il direttore amministrativo – Siamo giunti ad un anno esatto di distanza coprendo col vaccino la nostra ‘popolazione residente’. Abbiamo resistito un anno in attesa della scienza e l’augurio è che ora la scienza ci protegga! Scrivo e ho le lacrime agli occhi pensando a quello che è successo fuori dalle mura dei nostri ‘Veggiuni’ in confronto al vero e proprio miracolo che sinora ci ha protetti.
Un vagone di burocrazia e pochi e tardivi supporti concreti. La sicurezza lasciata all’inventiva e il reperimento dei dispositivi di protezione affidato ad un mercato che sembrava (e sembra) il Far West. I colleghi delle altre strutture che parevano investiti dall’Armageddon e noi che alla fine di ogni giornata tiravamo un sospiro di sollievo pensando con apprensione al giorno successivo… E in questo panorama di incertezza generale trovare la forza e le parole per rassicurare ospiti e parenti… Non è stato facile. Non è facile”.

Zero decessi nella Rsa

I numeri parlano: a fronte di oltre 260 tamponi effettuati agli ospiti il riscontro ha restituito 2 leggermente positivi e due positivi (questi ultimi testati in ospedale e non in struttura…eh…). Nessun decesso causato dal Covid: e qui il pensiero va a quegli ospiti che – anagraficamente, patologicamente, inevitabilmente e comunque – ci hanno lasciati nell’arco di quest’anno, perché non è stato tuttavia un commiato supportato dalla vicinanza dei propri cari, quantomeno non nella misura concessa in passato” prosegue Parini.
Che continua: “Giocoforza le misure protocollari messe in campo per tutelare la fragile salute degli ospiti hanno comportato distanze dagli affetti, surrogate solo parzialmente dalle telefonate, dalle videochiamate, dai post che trasmettono una quotidiana normalità in ogni caso mai completa. Aggiungerei un aspetto tutt’altro che secondario: l’empatia e la vicinanza emotiva degli operatori, che sono stati (e sono) eccezionali. In sostanza ora siamo qui… dopo un anno vissuto camminando su un filo, ripensando a come ci siamo sentiti soli in un’impresa improba, pensando che ancora oggi per tanti non siamo una priorità… e continuiamo, con tante incertezze, con molti dubbi, contando sulle nostre forze. Adeguandoci nel rispetto di ogni disposizione pur non condividendo talune misure.
23 febbraio 2020 – 23 febbraio 2021. Sperando che la nostra capacità di resilienza continui a sorreggerci”.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli