Pregnana Milanese

Coppie binazionali e Covid: la storia di Sara e Carlos che non si vedono da sette mesi

Sara Resta, di Pregnana Milanese, e Carlos della Repubblica Dominicana

Rhodense, 09 Novembre 2020 ore 09:53

Per effetto del lockdown di marzo, le coppie italiane hanno dovuto pazientare circa due mesi per potersi riabbracciare mentre le coppie residenti nell’Area Schengen (area di libera circolazione tra paesi europei che hanno abolito i controlli alle frontiere. … Oggi l’area Schengen comprende 26 paesi: 22 membri dell’Unione e quattro esterni Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) sono riuscite a ricongiungersi dopo circa tre mesi. Sara Resta, di Pregnana Milanese, si trovava nel secondo caso.  Il Governo italiano con il dpcm del 7 settembre ha tentato di risolvere questa problematica, seguendo le raccomandazioni dell’Unione Europea, aggiungendo questi ricongiungimenti tra le eccezioni già presenti come ad esempio le esigenze lavorative, di studio o di salute ma ad oggi la situazione non è ancora del tutto risolta.

Coppie binazionali e Covid:”L’ingresso nel territorio nazionale è consentito per raggiungere un affetto stabile”

Dal dpcm del 7 settembre fino all’ultimo dpcm del 24 ottobre si dichiara che “l’ingresso nel territorio nazionale è consentito per raggiungere il domicilio/abitazione/residenza di una persona, anche non convivente, con la quale vi sia una comprovata e stabile relazione affettiva”. Questo si applica, seguendo le precauzioni del caso di 14 giorni di isolamento fiduciario, però solo ai partner che provengono da paesi dell’elenco E ( cioè tutti gli Stati e territori esclusi Repubblica di San Marino, Stato della Cittadella Vaticano, Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, Svizzera Andorra, Principato di Monaco, Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Austria, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Romania, Ruanda, Repubblica di Corea, Tilandia, Tunisia, Uruguay) e rimangono quindi esclusi i paesi in elenco F (Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominican, Kosovo, Montenegro, Colombia).

La storia di Sara e Carlos che non si vedono da sette mesi

Questa è la storia di Sara Resta, di Pregnana Milanese, che da 7 mesi non può vedere il suo fidanzato Carlos, residente in Repubblica Dominicana.

“Io mi chiamo Sara e sono un’italiana residente in Italia e da due anni ho una relazione con il mio compagno Carlos che è dominicano residente in Repubblica Dominicana. La lista F é a tutti gli effetti una blacklist, per chi proviene da questi paesi è consentito l’ingresso in Italia solo ai residenti, motivo per cui io e Carlos non possiamo ancora vederci. Ma non saremmo una coppia binazionale se entrambi fossimo residenti in Italia!! L’ultima volta che ci siamo visti era marzo, ero andata per la prima volta a conoscere il suo meraviglioso paese ma é successo quello che purtroppo tutti ricordiamo e sono rimasta bloccata lì a causa di tutti i voli cancellati. Sono riuscita a rientrare in Italia non prima del 25 marzo, in pieno lockdown, consapevole di ciò che stava accadendo perché dalla Repubblica Dominicana ero sempre sintonizzata sui canali italiani in attesa di notizie confortanti. Ricordo ancora che salutandoci in aeroporto ci siamo promessi di tenere duro qualche mese finché la situazione non sarebbe migliorata, avevamo programmato tutti i viaggi dell’anno: io lo aspettavo in Italia per Pasqua ma ovviamente sapevamo già che il viaggio sarebbe saltato, speravo a questo punto di vederlo per l’estate ma anche quel viaggio è saltato, lui mi aspettava per ottobre ma ahimè é saltato anche quello. Oggi, dopo più di 7 mesi molto difficili specialmente perché trascorsi in solitudine, cresce la rabbia, la frustrazione ed il senso di impotenza di fronte a un sistema che non riconosce i diritti delle coppie binazionali, anzi le discrimina. Fa rabbia che in un mondo così globalizzato i legami a distanza non siano tutelati. Abbiamo capito che con questo virus dovremo conviverci ancora per un po’ di mesi almeno, allora sarebbe auspicabile poterlo fare per lo meno con al nostro fianco le persone di cui abbiamo bisogno. Noi al momento non abbiamo soluzioni per poter vivere la nostra vita insieme: anche se decidessimo di sposarci non potremmo stare insieme perché la residenza in Italia dovrebbe avere una data precedente al 9 luglio 2020, giorno in cui la Repubblica Dominicana è stata inserita in blacklist. A questo proposito, vista l’attuale situazione in Italia, queste differenziazioni tra Paesi andrebbero riviste.  Il Governo italiano ha già giustamente aiutato le coppie binazionali con partner negli USA e in India ad esempio, introducendo questi paesi in elenco E. Se i partner provenienti da paesi in elenco E possono entrare in Italia con obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni, si dovrebbe dare la stessa possibilità ai partner provenienti da paesi in elenco F disponibili ad entrare in Italia con un tampone negativo effettuato a nostre spese entro 72h prima dalla partenza oltre ovviamente ai 14 giorni di isolamento fiduciario. Non si può pensare di tenerci separati dai nostri affetti stabili fino alla fine della pandemia, chi come me sta affrontando questa situazione si trova a vivere una vita senza poter fare dei progetti futuri, senza poter costruire una vita insieme alla persona amata e tutto ciò è frustrante. L’Unione Europea è più volte intervenuta per esortare gli Stati membri a permettere il ricongiungimento delle coppie binazionali non sposate, Ursula von der Leyen continua a supportare la nostra causa. Al momento i paesi con delle limitazioni agli spostamenti da e/o per l’estero che ad oggi permettono il ricongiungimento alle coppie binazionali sono: Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Islanda, Austria, Svizzera, Finlandia, Germania, Francia, Spagna e Canada.  In questi paesi viene permesso il ricongiungimento a tutti i partner indipendentemente dal paese di origine e dalla situazione epidemiologica del Paese, è sufficiente infatti adottare i giusti protocolli per garantire il ricongiungimento in sicurezza”.

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