Prefettura di Caserta

Circonvallazione a Casorezzo: il caso dei lavori bloccati

Il sindaco Pierluca Oldani ha annunciato la temporanea sospensione dei lavori della circonvallazione.

Circonvallazione a Casorezzo: il caso dei lavori bloccati
Cronaca Legnano e Altomilanese, 17 Giugno 2021 ore 17:42

Circonvallazione a Casorezzo: il caso dei lavori bloccati. L’azienda vincitrice dell’appalto è la Migevi di Caserta.

Circonvallazione a Casorezzo: il caso dei lavori bloccati

Il sindaco Pierluca Oldani ha annunciato la temporanea sospensione dei lavori della circonvallazione.

L’azienda vincitrice dell’appalto, la Migevi di Caserta, li aveva rallentati sempre più, rendendo inevitabile la risoluzione del contratto tra le parti. In aggiunta, un altro incredibile elemento: il 24 marzo 2021, nell’ambito di periodici controlli, è emerso che la Migevi non era stata accettata nella White List (l’elenco di attività non soggette a tentativo di infiltrazione mafiosa) da parte della Prefettura di Caserta. I motivi sono riconducibili al fatto che il padre del titolare dell’azienda, l’imprenditore Domenico Pagano, era stato arrestato a febbraio in quanto ritenuto vicino al clan dei Casalesi (Schiavone e Zagaria). Un’interdittiva antimafia aveva raggiunto così anche l’azienda del figlio, a settembre 2020. Nonostante questo, al Comune di Casorezzo non era arrivata nessuna comunicazione ufficiale né dalla Prefettura di Caserta né da quella di Napoli. «Lo abbiamo scoperto noi stessi grazie ad alcune ricerche sul web del geometra Colombo», ha spiegato Oldani nella conferenza stampa avvenuta nella mattinata di ieri, giovedì.
Gli inizi del progetto erano stati comuni a quelli di molte opere pubbliche. «Era stata fatta una manifestazione di interesse - ha spiegato il primo cittadino – Allora avevano partecipato 240 aziende, e tramite sorteggio ne erano state estratte 15. Poi era stata indetta una gara a procedura negoziata, avevano partecipato in 6 e la migliore offerta era stata quella della Migevi. Lo sconto che aveva presentato era oltre la soglia di anomalia, ufficialmente per buone condizioni di acquisto dei materiali. Le verifiche dei documenti erano comunque andate a buon fine ed era stato rilasciato anche il certificato antimafia. A seguito della firma del contratto, però, sono iniziate le prime difficoltà. All’inizio della pandemia l’azienda aveva prorogato in avanti il progetto, a marzo si era già in una sospensione. A luglio 2020 i lavori erano ripresi e sono proseguiti in modo abbastanza spedito, con compilazioni di nuovi crono programmi. A partire da dicembre il Comune riscontrava però nuovamente la mancata progressione. Abbiamo fatto incontri chiarificatori, ma anche il terzo crono programma veniva disatteso. Tra nuovi inizi e nuove sospensione siamo arrivati ad aprile, quando abbiamo contestato formalmente alla Migevi il grave inadempimento. La società non ha trasmesso nessuna contro deduzione e siamo giunti alla risoluzione del contratto. Solo in seguito è emersa anche l’esclusione dalla White List».