Cavallo si frattura in pista, la Lav chiede l'avvio di un'inchiesta

Cavallo si frattura in pista, la Lav chiede l'avvio di un'inchiesta
Cronaca Legnano e Altomilanese, 09 Aprile 2018 ore 09:23

Cavallo si frattura in pista, la Lav chiede che siano accertate eventuali responsabilità.

Cavallo si frattura in pista, interviene la Lav

Gravissimo incidente durante le corse di addestramento per il Palio di Legnano, svoltesi sabato 7 aprile al Centro ippico La Stella. "Durante la seconda corsa delle otto in programma - scrive Nadia Zurlo, responsabile dell'Area equidi della Lav -, il cavallo montato da Dino Pes ha avuto un cedimento alle zampe anteriori ed è crollato a terra, coinvolgendo nella caduta i cavalli che sopraggiungevano a gran velocità, in particolare quelli montati da Martin Ballesteros e da Gavino Sanna. Il fantino  Pes ha avuto la peggio rimediando diversi traumi e un problema al polmone, per Sanna, invece, si ipotizza la rottura della tibia. Il cavallo è stato sedato e trasportato in una clinica specializzata, anche se da subito le sue condizioni sono apparse molto gravi, tanto da non lasciare speranza che possa essere salvato. L’ennesima vittima di un mondo nel quale i cavalli non sono altro che uno strumento di lavoro, sacrificabili agli interessi umani, da usare finché producono reddito e assicurano alte prestazioni sportive".

"La vita di questo cavallo pesa sulle coscienze di tutti"

"La  vita di questo cavallo pesa sulle coscienze  di tutti - prosegue Zurlo -: sulle Amministrazioni comunali che dato gli introiti continuano a far svolgere  queste manifestazioni, sui  fantini che partecipano per i premi in denaro, di una informazione dalla parte del Palio,  e  un pubblico che non è assolutamente dalla parte dei cavalli  e  che andrà a vedere sicuramente  il Palio  di Legnano, che in passato ha già visto  abbattere e morire il cavallo Balosso, senza rendersi conto di quello che c’è dietro queste manifestazioni".

"Chiediamo l'avvio di un'inchiesta"

"In relazione alla tragica morte di questo cavallo - dice ancora Zurlo -, fatto su cui la Lav si riserva ogni ulteriore azione legale contro gli eventuali responsabili, si potrebbe configurare il reato previsto dall’articolo 544 bis del codice penale, secondo cui "Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni", nonché il reato previsto dall’articolo 544 ter del codice penale - "maltrattamento di animali" per cui "Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. (…). La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell'animale". La Lav chiede l'avvio di un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità e torna ad affermare che "le manifestazioni con animali sono da abolire".