Casorezzo

Cava Casorezzo: l’interrogazione del sindaco Cucchi ha ottenuto il rispetto del piano di monitoraggio

L'interrogazione era stata presentata lo scorso 14 settembre.

Cava Casorezzo: l’interrogazione del sindaco Cucchi ha ottenuto il rispetto del piano di monitoraggio
Legnano e Altomilanese, 15 Ottobre 2020 ore 18:28

Cava Casorezzo: l’interrogazione del 14 settembre del sindaco Cucchi a Città Metropolitana ha ottenuto il rispetto del piano di monitoraggio

Cava Casorezzo: l’interrogazione del sindaco Cucchi ha ottenuto il rispetto del piano di monitoraggio

A seguito dell’interrogazione presentata il 14 settembre a Città Meropolitana da parte del sindaco, nonchè consigliere metropolitano, Raffaele Cucchi in merito all’assenza di monitoraggio faunistico ante-operam dell’ex ambito Ateg11 (cava Casorezzo), Città Metropolitana ha accertato la violazione di quanto previsto dal piano di monitoraggio. Pertanto ha provveduto ad avviare il procedimento sanzionatorio nei confotni dell’azienda Solter con il contestuale invito a sospendere ogni attività nelle aree al fine di evitare ogni ulteriore potenziale compromissione ambientale.

La risposta all’interrogazione

“Con riferimento alla sua interrogazione protocollata il 14 settembre scorso, nella quale, in
relazione alla vicenda Solter, lei chiede notizie del Piano di monitoraggio faunistico previsto nel decreto di VIA del 22 luglio 2016 e della comunicazione del 27 luglio scorso del PLIS del Roccolo in relazione alla presenza del coleottero volgarmente noto come “cervo volante” (nella stessa interrogazione lei chiede anche di avere notizia circa l’operato degli uffici competenti della Città Metropolitana di Milano), si precisa quanto segue:
1.- il 28 luglio scorso il PLIS del Roccolo ha inviato a diversi enti – compresa la regione Lombardia, il ministero dell’Ambiente e i Carabinieri – una comunicazione relativa al riscontro della presenza, nell’ATEg11, del coleottero Lucanus Cervus, specie ricompresa nell’elenco dell’allegato II della Direttiva Habitat tra le specie di interesse comunitario, chiedendo alla Città metropolitana di modificare tutte le autorizzazioni vigenti;
2.- nella nota, il PLIS chiedeva che si attivassero le procedure per il riconoscimento dell’ATEg11 quale SIC (Sito di interesse comunitario), in relazione alla presenza appunto della specie protetta.
3.- riguardo alla richiesta di “modificare tutte le autorizzazioni”, il Servizio Cave di CMM ha precisato di non aver rilasciato alcuna autorizzazione e nemmeno alcun titolo a svolgere attività estrattiva. Sulla richiesta di stralcio dell’ambito di cava dal nuovo Piano Cave, come chiesto dall’interrogante, si precisa che il Piano adottato circa 18 mesi fa dal Consiglio Metropolitano è ancora all’esame dei competenti uffici della Regione per la necessaria approvazione di competenza della Giunta regionale lombarda;
4.- per gli approfondimenti necessari, il Settore Rifiuti e bonifiche ha coinvolto dapprima l’ufficio che si occupa di Valutazione di Incidenza (Settore Qualità dell’aria rumore ed energia) per verificare gli effetti del rinvenimento di tale specie e i passi necessari per proporre l’area come SIC da parte del PLIS. A seguito degli approfondimenti è emerso che CMM non ha competenze sull’individuazione dei SIC, né rispetto alla tutela delle specie prevista dalla Direttiva Habitat.
5.- il 28 luglio scorso, la stessa Regione (Struttura Valorizzazione delle aree protette a difesa della biodiversità), è stata tempestivamente interessata, in videoconferenza, nonostante fosse già informata dallo stesso PLIS. In quell’occasione, i funzionari regionali confermavano che la procedura per il riconoscimento di un SIC è di esclusiva competenza della regione Lombardia. Rilevavano peraltro che il coleottero Lucanus Cervus è inserito nell’elenco dell’allegato II della Direttiva Habitat tra le specie di interesse comunitario, ma non è tra le specie in pericolo: il monitoraggio che Regione svolge annualmente ha evidenziato un aumento della sua presenza nei nostri territori; non si ha invece notizia circa le iniziative intrapreso dalla stessa Regione;
6.- il 10 settembre scorso, CMM chiedeva ad ARPA di effettuare un sopralluogo in cava per verificare la conformità al progetto per l’avvio delle operazioni di approntamento della discarica;
7.- l’11 settembre scorso il PLIS, con un’altra nota, segnalava a tutti i soggetti di cui sopra il
presunto danneggiamento dell’habitat coleottero Lucanus Cervus derivato dai lavori svolti da Solter e chiedeva a CMM notizie del monitoraggio faunistico previsto, prima dell’inizio dei lavori, e prescritto dalla stessa VincA e dalla VIA del 2016;
8.- a tale nota, lo scorso 14 settembre dava riscontro la ditta, trasmettendo il Piano di Monitoraggio depositato nell’ambito dell’istruttoria AIA il 15 novembre 2016, in ottemperanza alla prescrizione VIA;
9.- Il 21 settembre, riscontrato che il Piano di Monitoraggio Ambientale prevedeva che “Il
monitoraggio ante-operam comincerà prima dell’inizio dei lavori e prevede l’esecuzione di una campagna (di censimento faunistico; nda). Qualora si tardasse l’inizio delle opere di progetto sarebbe auspicabile condurre almeno una campagna aggiuntiva”, CMM chiedeva alla società Solter di produrre copia entro 10 (dieci) giorni delle citate compagne, per le necessarie valutazioni;
10.- il 1 ottobre i tecnici di ARPA svolgevano il sopralluogo richiesto il 10 settembre, redigendo apposito verbale, non ancora trasmesso a Città metropolitana;
11.- il 5 ottobre la Società SOLTER trasmetteva risposta alla nota del 21 settembre, affermando che “il periodo di monitoraggio semestrale “ante-operam” coincide con il semestre antecedente al collaudo e quindi all’avvio degli abbancamenti” e nella quale la stessa afferma che “si tratta di un periodo che può coincidere con quello di allestimento della discarica”. Nella stessa nota inoltre la Società afferma che “il monitoraggio faunistico riguarderà gli accertamenti previsti al paragrafo
7.3.1. su un arco temporale articolato tra inizio dicembre 2020 e metà luglio 2021 […], prima che sia dato inizio ai lavori di conferimento dei rifiuti per il recupero dell’ATEg11;
12.- CMM, non condividendo la scelta della Società di effettuare la prima campagna di monitoraggio nel semestre antecedente al collaudo, dopo o durante le operazioni di allestimento della discarica (che già di per sé costituiscono trasformazione del sito), sta valutando le opportune azioni INTERDITTIVE/SANZIONATORIE PREVISTE DALL’ART. 29 DEL DECRETO LEGISLATIVO N.152/2006. Stante la situazione, conto di tenerla informata, anche per le vie brevi, sull’evoluzione dei fatti successivi a questa mia lettera”.

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