Il caso

Castano Primo, il Tar dà ragione all’associazione islamica

Così il Tar ha dato ragione all'associazione culturale islamica Madni per i lavori in via Friuli a Castano Primo: ecco il progetto.

Castano Primo, il Tar dà ragione all’associazione islamica
Legnano e Altomilanese, 21 Agosto 2020 ore 08:00

Castano Primo, il Tar ha dato ragione all’associazione culturale islamica Madni per il ricorso presentato, ormai tre anni fa, per chiedere di esprimersi contro l’annullamento dei lavori in via Friuli.

Castano Primo: la decisione del Tar

Ultimo capitolo per la vicenda giudiziaria che in questi 3 anni ha visto coinvolti l’associazione culturale Madni, l’Amministrazione e Regione Lombardia. Il 10 agosto infatti il Tar della Lombardia si è espresso sul ricorso presentato dall’associazione islamica castanese contro il Comune per richiedere di esprimersi contro l’annullamento in autotutela per quanto riguarda i lavori in via Friuli. Dopo le considerazioni e la ripresa della decisione data dalla Corte Costituzionale sulla cosiddetta “legge anti moschea” di Regione Lombardia sulla creazione di luoghi di culto dichiarando “illegittimi” due commi della stessa, i giudici hanno accolto il ricorso di Madni sull’annullamento del permesso di costruire per quanto riguarda i famosi lavori di via Friuli, ma non lo hanno fatto per quanto riguarda la domanda risarcitoria nei confronti del Comune.

“Non una moschea ma un centro culturale”

“Con questa sentenza siamo pronti a ripartire perché l’autorizzazione ce l’avevamo e poi si è tutto bloccato – ha spiegato il presidente dell’associazione Madni, Zeeshan Malike – Ora rimane da parlare con il nostro legale per capire come e quando iniziare i lavori, ma basterebbe inviare una comunicazione di inizio lavori”. L’associazione poi ci tiene a sottolineare che non si potrà parlare di moschea: “La nostra è un’associazione culturale, quindi nella nuova struttura di via Friuli vogliamo creare un centro culturale – ha continuato il presidente – Pensiamo alla creazione di corsi di lingua urdu e di italiano per i nostri bambini, perché non perdano le loro radici e perché si inseriscano nel contesto culturale italiano. Oltre a questo insegneremo le norme italiane vigenti, il Corano e osserveremo le nostre feste con qualche momento di preghiera. Sono anni che attendiamo di avere un posto per organizzare tutto questo, ora abbiamo una buona opportunità per i circa 550 pakistani che abitano a Castano e di cui, ricordiamo, il 20-30% ha la cittadinanza italiana”.

Ecco il progetto:

Castano, il progetto per il centro culturale islamico

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