Cronaca

Carabinieri di Cornaredo sventano sequestro di persona

Tutto ha avuto inizio nel febbraio scorso a seguito di un'indagine per un'ingente truffa.

Carabinieri di Cornaredo sventano sequestro di persona
Cronaca Rhodense, 12 Dicembre 2019 ore 15:59

Carabinieri di Cornaredo sventano sequestro di persona. Tutto ha avuto inizio nel febbraio scorso a seguito di un'indagine per un'ingente truffa.

Carabinieri sventano sequestro di persona

I Carabinieri di Cornaredo ai comandi del maresciallo maggiore Luca Tiraboschi, con l'ausilio dei colleghi della Compagnia di Corsico, hanno sventato un sequestro di persona a scopo di estorsione. La complessa operazione, durata alcuni mesi, ha consentito di fermare ben undici persone tra la Lombardia, la Campania, il Veneto e l'Emilia Romagna.  I fermi sono stati eseguiti unitamente al Nucleo investigativo di Bologna.

Un'indagine partita da una truffa

L'operazione ha avuto inizio nel febbraio scorso  grazie alle intercettazioni ambientali portate avanti da militari di Cornaredo durante un'indagine per un'ingente truffa informatica che aveva coinvolto la filiale di un istituto di credito cittadino. Intercettando alcuni dei criminali coinvolti nella truffa i militari hanno compreso che la banda stava pianificando il rapimento di un imprenditore del settore informatico residente a Bologna.

Volevano sequestrarlo e costringerlo, anche con le cattive, a consegnar loro i dati di accesso del proprio conto corrente, così da trasferire il denaro su altri conti e poi dividersi la somma. Contavano di "incassare" almeno un milione e mezzo di euro o anche, con un pizzico di fortuna in più,  4,5 milioni.

Per mettere a segno il colpo  gli ideatori, fratello e sorella veneti e un autista di bus reggiano, si volevano avvalere di mano d'opera campana, banda fermata appena giunta a Milano martedì, dove l'imprenditore, che ha anche un ufficio nel capoluogo lombardo, doveva essere sequestrato.  Nei guai sono finiti anche altri malviventi, incaricati in un primo tempo di mettere materialmente a segno il rapimento, ma poi scaricati perché dopo una rapina a una sala slot di Modena non era stato trovato l'accordo per la suddivisione del bottino, quindi erano stati giudicati inaffidabili.

Su Settegiorni Rho in edicola da domani, venerdì 13 dicembre, i particolari dell'operazione.

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