Fiamme gialle

Caporalato, arrestato il titolare di un’azienda agricola

La Guardia di Finanza di Magenta ha fatto scattare le manette ai polsi del proprietario di un vivaio di Inveruno, posto sotto sequestro. Obbligo di firma per una dipendente amministrativa.

Caporalato, arrestato il titolare di un’azienda agricola
Cronaca Legnano e Altomilanese, 23 Febbraio 2021 ore 11:54

Caporalato, i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Milano hanno sequestrato l’azienda florovivaistica Vivai Zazzera di Inveruno e ne hanno arrestato il titolare Sergio Zazzera per caporalato, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Milano che ha anche disposto la misura dell’obbligo di firma per una dipendente amministrativa.

Caporalato a Inveruno: i lavoratori venivano pagati 3 euro all’ora invece di 13

In particolare, l’indagine dei Finanzieri della Compagnia di Magenta, coordinata dal pubblico ministero Donata Patricia Costa, del I Dipartimento della Procura della Repubblica di Milano, ha consentito di scoprire un articolato sistema di sfruttamento dei lavoratori con cui il titolare della ditta, coadiuvato nelle condotte illecite da due impiegate, era arrivato a ridurre il costo del lavoro a quasi 3 euro all’ora (rispetto ai 13 euro circa previsti in osservanza delle norme vigenti). Alle investigazioni delle Fiamme gialle magentine, inoltre, si sono affiancati i controlli amministrativi dei funzionari dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Milano-Lodi e dell’Inps che hanno portato alla quantificazione in oltre un milione di contributi previdenziali dovuti, riqualificando i contratti di lavoro del personale e disconoscendo le agevolazioni di “coltivatore diretto” del titolare.

Niente pause, riposi settimanali né ferie retribuite e un costante clima di soggezione

Nel corso delle indagini è stato riscontrato come oltre cento dipendenti operanti in azienda vivessero in un costante clima di tensione e soggezione, lavorando per oltre nove ore al giorno e in assenza di pause, riposi settimanali e ferie retribuite. Approfittando poi della loro situazione di bisogno, molti lavoratori, cittadini extra-comunitari e giovani alla prima esperienza lavorativa, venivano reclutati per un periodo “di prova” di 20 giorni senza pattuizione di alcun compenso o orario prestabilito, a cui seguiva sistematicamente l’instaurazione di un rapporto di lavoro che, anziché subordinato, veniva indebitamente formalizzato come “prestazione di lavoro occasionale”, consentendo ingenti e illeciti profitti al titolare, in spregio di tutti i diritti riconosciuti ai lavoratori.

Sotto sequestro il vivaio, immobili e beni per un valore complessivo di oltre tre milioni di euro

L’autorità giudiziaria ha quindi disposto il sequestro dell’azienda florovivaistica, comprensiva di 13 immobili e beni strumentali per un valore complessivo di oltre tre milioni di euro, nonché di dieci conti correnti riconducibili alla ditta individuale, nominando un amministratore giudiziario al fine di permettere la continuazione dell’attività aziendale nel rispetto delle normative vigenti.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli