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Bufera di fine anno su Palazzo Malinverni per la selezione di un dirigente bloccata per vizio di forma

Il sindaco di Legnano revocherà l’individuazione del responsabile Opere pubbliche

Bufera di fine anno su Palazzo Malinverni per la selezione di un dirigente bloccata per vizio di forma
Cronaca Legnano e Altomilanese, 30 Dicembre 2020 ore 10:21

Bufera di fine anno su Palazzo Malinverni per la selezione di un dirigente, l’architetto Luigi Fregoni,  bloccata per vizio di forma.

Bufera di fine anno su Palazzo Malinverni per la selezione di un dirigente bloccata per vizio di forma

Bufera di fine anno su Palazzo Malinverni per la selezione di un dirigente bloccata per vizio di forma. Si tratta dell’architetto Luigi Fregoni: lunedì era stato individuato come responsabile del settore Opere pubbliche del Comune di Legnano e appena 24 ore dopo il sindaco Lorenzo Radice si è visto costretto a fare retromarcia, dopo che il segretario comunale ha ravvisato l’ipotesi di un vizio di forma nella procedura che ha portato alla sua scelta (la presenza di una persona estranea alla Giunta durante la selezione dei candidati).
Ad annunciarlo e a spiegare il motivo del dietrofront è stato lo stesso primo cittadino, che ieri, martedì 29 dicembre 2020, a un paio d’ore dal Consiglio comunale convocato
per le 20.30, ha diffuso un comunicato stampa: “Il sindaco Lorenzo Radice procederà alla revoca dell’atto con il quale era stato individuato l’architetto Luigi Fregoni quale responsabile delle Opere pubbliche ai sensi dell’articolo 110 del Tuel. L’articolo prevede la scelta da parte del sindaco di figure dirigenziali a tempo determinato sulla base di una rosa di candidati ritenuti idonei da un nucleo valutativo. «Con l’intenzione di procedere nel modo migliore alla scelta del dirigente fra i dieci di candidati presentati dal nucleo valutativo, ho deciso di farmi affiancare da una persona di fiducia esperta nel campo della selezione risorse umane –dichiara Radice. Siccome il segretario comunale ha rilevato un possibile vizio di forma procedurale nella presenza dell’esperto, ho deciso di rispettarne il parere e revocherò il provvedimento dando mandato al dirigente delle Risorse umane di emettere un nuovo bando». Nel frattempo la posizione di responsabile continuerà a essere coperta dall’attuale dirigente”.

La questione ha acceso gli animi durante la seduta di Consiglio, con le minoranze che incalzavano sindaco e maggioranza su quello che hanno definito “un fatto gravissimo” e che chiedevano di conoscere il nome della persona dalla quale Radice si è fatto affiancare durante i colloqui. Sebbene il primo cittadino in apertura avesse cercato di tranquillizzare l’assise dicendo che oggi (mercoledì 30) annullerà l’atto e indirà un nuovo bando per la selezione, i consiglieri hanno ugualmente dato battaglia. Carolina Toia, capogruppo della Lega, ha dato chiarato: “È singolare che l’atto illegittimo sia emerso dopo la firma del contratto e non prima. Per questo chiediamo: è vero che è intervenuto il prefetto per annullare l’atto? Chi è la persona convocata dal sindaco come consulente?”. Gianluigi Grillo di Fratelli d’Italia ha definito l’accaduto “una brutta figura per l’Amministrazione e la città” e, rivolto alla Giunta, ha detto: “Avete tenuto un comportamento da dilettanti”, per poi fare notare che “se vincerà ancora la stessa persona (nella nuova procedura di selezione, ndr), sembrerà tutto assai poco chiaro”. Franco Brumana del Movimento dei cittadini ha auspicato che il sindaco “chieda scusa alla città” e, pur prendendo atto del fatto che Radice ha rimediato “avvalendosi dell’autotutela”, ha sottolineato la necessità di “ulteriori spiegazioni”: “Chi faceva parte del nucleo di valutazione? Perché il segretario comunale è intervenuto solo la selezione.? Chi era la consulente non autorizzata? Se fosse legata a qualche partito del Consiglio comunale, sarebbe ancora più grave”. Letterio Munafò di Forza Italia ha definito l’episodio “una prova di incompetenza e incapacità” e ha attaccato la Giunta dicendo: “Meno male che dovevate cambiare la città…”.
Francesco Toia, capogruppo della lista Toia,
e Daniela Laffusa della Lega hanno incalzato ulteriormente il sindaco per conoscere il nome del consulente che lo ha affiancato durante la selezione.
Radice non ha voluto rivelarlo (“Sarà negli atti, ai quali potrete accedere”) e ha affermato che non c’è stata alcuna assunzione, perché la procedura è ancora in corso, e che sarà interrotta per rispetto verso la trasparenza. “Dell’intervento del prefetto non ho notizia” ha aggiunto il primo cittadino.
Risposte che non hanno soddisfatto i consiglieri di opposizione, in particolare Francesco Toia, che ha abbandonato la seduta in segno di protesta.

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