"Serve un presidio fisso"

“Basta morti nel Lago Maggiore: cartelli e transenne non bastano”

Il cerrese Luca Schito, che l'anno scorso perse il figlio Lorenzo nelle acque del Verbano, rinnova il proprio appello dopo l'ennesima tragedia.

“Basta morti nel Lago Maggiore: cartelli e transenne non bastano”
Legnano e Altomilanese, 30 Agosto 2020 ore 19:15

“Basta morti nel Lago Maggiore”. L’ennesima tragedia nel Verbano (che domenica scorsa è costata la vita ad Abdelfattah Hannioui, 20enne di  Fagnano Olona) riaccende i riflettori sulla necessità di un presidio fisso che impedisca di entrare in acqua. A chiederlo con forza è il cerrese Luca Schito, padre di Lorenzo, che l’anno scorso, a 14 anni, è annegato a Punta Vevera, forse tradito da un mulinello.

«Occorre una presenza fissa che impedisca di entrare in acqua. Un cartello di divieto, da solo, non salva una vita». A parlare è Luca Schito, padre di Lorenzo, il 14enne di Cerro Maggiore, in provincia di Milano, che a giugno 2019 ha perso la vita nelle acque di Punta Vevera, probabilmente tradito da un mulinello. La sua è una richiesta accorata, che aveva già avanzato un anno fa, subito dopo la morte del figlio, e che rinnova oggi che il Lago Maggiore ha inghiottito un’altra giovane vita. Quella di Abdelfattah Hannioui, 20 anni. Erano le 16.30 di domenica quando il giovane si è tuffato nelle acque del lago, dalla centralissima piazza del Popolo di Arona. Sono bastati pochi passi in acqua per scomparire nelle sue profondità. Il corpo non è riemerso nemmeno quando sono arrivati i soccorsi, con i mezzi della Guardia costiera, della Guardia costiera ausiliaria, degli Opsa della Croce rossa e dei Vigili del fuoco. La salma è stata recuperata solo verso le 18.30, dai sommozzatori dei Vigili del fuoco del nucleo di Milano. «Appena ho saputo di questa nuova tragedia il mio cuore è tornato a sanguinare - spiega l’uomo - Quando ho perso Lorenzo mi sono ripromesso che avrei fatto il possibile per evitare che altri genitori dovessero piangere i propri figli. Per questo l’estate scorsa ho rivolto un appello al sindaco, affinché prendesse provvedimenti per evitare altri annegamenti. Nel luogo dove è morto mio figlio sono state messe delle transenne, ma non bastano. Serve un bagnino, o una guardia giurata. Oltre a un’unità di soccorso dedicata esclusivamente ad Arona, con almeno un sub, che permetta interventi in tempi rapidi».
Luca Schito aveva 14 anni

“Basta morti: serve un bagnino, o una guardia giurata”

«Occorre una presenza fissa che impedisca di entrare in acqua. Un cartello di divieto, da solo, non salva una vita» dice Schito. La sua è una richiesta accorata, che aveva già avanzato un anno fa, subito dopo la morte del figlio, e che rinnova oggi che il Lago Maggiore ha inghiottito un’altra giovane vita. «Appena ho saputo di questa nuova tragedia il mio cuore è tornato a sanguinare – spiega l’uomo – Quando ho perso Lorenzo mi sono ripromesso che avrei fatto il possibile per evitare che altri genitori dovessero piangere i propri figli. Per questo l’estate scorsa ho rivolto un appello al sindaco di Arona, affinché prendesse provvedimenti per evitare altri annegamenti. Nel luogo in cui è morto mio figlio sono state messe delle transenne, ma non bastano. Serve un bagnino, o una guardia giurata. Oltre a un’unità di soccorso dedicata esclusivamente ad Arona, con almeno un sub, che permetta interventi in tempi rapidi».

 

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