Ancora vandalismi: imbrattato muro biblioteca

A Gorla Maggiore è emergenza, si investe in progetto educativo. I ragazzi responsabili del gesto già individuati

Ancora vandalismi: imbrattato muro biblioteca
Saronno, 08 Settembre 2018 ore 12:00

Ancora vandalismi: imbrattato muro biblioteca

Vandalismi, educazione

Non è il primo episodio

Hanno imbrattato i muri esterni della biblioteca e, già individuati, risarciranno il danno, oltre a pagare la sanzione prevista. Non si ferma l’emergenza educativa a Gorla Maggiore: una settimana prima alcuni ragazzi giocando a pallone in piazza Martiri, incuranti di divieto e richiami, avevano rotto una persiana storica di villa Terzaghi.

Due giovanissimi individuati

Questa volta, nella serata di lunedì 3 settembre, due giovanissimi hanno pensato bene di usare bombolette spray per fare graffiti vandalici sulla biblioteca, mettendo la firma su un problema evidente, di carattere generazionale e ben più diffuso, che si è manifestato con modi ed espressioni diverse anche in altri Comuni della valle. «Stiamo verificando le segnalazioni ricevute sull’episodio di lunedì – spiega il sindaco Pietro Zappamiglio – perché al momento l’individuazione è stata fatta su base di testimonianze, che devono essere confermate dalle riprese della video sorveglianza. Il gruppo potrebbe essere lo stesso che già aveva danneggiato le persiane, ma le persone no, si tratta di altri ragazzi. Oltre alla sanzione e al risarcimento delle spese di ripristino dell’imbiancatura è necessario di più. Stiamo pensando a una progettualità di reinserimento educativo, che porti dal danno al servizio della comunità».

"Serve un'alleanza educativa"

Un percorso che si lega al lancio dell’educativa di strada, iniziativa forte che l’amministrazione comunale sta avviando proprio con settembre e che fa seguito al progetto Seminiamo il rispetto. Il lavoro da fare è tanto, come questi episodi dimostrano: «I progetti hanno efficacia se c’è un’alleanza educativa sul territorio che li supporta – chiarisce Zappamiglio – e se vanno a rispondere non solo al problema di oggi, ma a un’esigenza ben più ampia che coinvolge inevitabilmente la scuola e le realtà sociali ed educative del paese. Occorre il metodo giusto ma anche la verifica che le risorse investite siano andate nella direzione corretta. Perché quello che oggi ci troviamo ad affrontare è un problema educativo di una intera generazione che non nasce adesso».