Anch'io restauro San Magno, trenta lotti da "adottare" per finanziare l'intervento

Il costo dei lavori è stimato in 500mila euro: il comitato ne ha già ottenuti 240mila e ora fa appello a imprese e privati.

Anch'io restauro San Magno, trenta lotti da "adottare" per finanziare l'intervento
Legnano e Altomilanese, 12 Ottobre 2019 ore 10:28

Via alla campagna di raccolta fondi per la basilica di Legnano Anch’io restauro San Magno.

Anch’io restauro San Magno

«“Anch’io restauro San Magno”. Poterlo dire è segno di partecipazione e appartenenza alla vita comunitaria, è orgoglio, è semplicemente bello. Nell’anno in cui si celebra Leonardo, il genio assoluto del Rinascimento, Legnano vuole riportare al suo antico splendore la chiesa che meglio interpreta lo stile bramantesco, tra quante furono costruite all’inizio del ‘500. Il suo restauro è l’occasione per una rinascita, che oggi può essere non solo culturale, ma anche di responsabilità sociale, delle imprese e dei singoli, dell’intera comunità».
Così, martedì sera 8 ottobre a Villa Jucker, Luca Vezzaro, Luca Roveda e l’architetto Luigi Terrenghi hanno presentato la campagna di raccolta fondi per finanziare il restauro conservativo delle superfici esterne e della copertura della basilica «che è nel cuore di tutti i legnanesi».

L'impegno del comitato

Un intervento del costo complessivo di 500mila euro, la metà dei quali già finanziati grazie all’impegno del comitato costituitosi nel maggio 2018 (del quale, oltre a Vezzaro e Roveda, fanno parte anche Gianfranco Bononi, Mino Colombo, Paolo Ferrè, Giovanni Maria Fogagnolo, Salvatore Forte, Giuseppe Scarpa, Jody Testa e i componenti del Consiglio Affari economici della parrocchia Bruno Colombo, Attilio Moreni e Giorgio Arnera, e che è stato coordinato dal compianto Mauro Mezzanzanica) che si è attivato per reperire i fondi necessari. La parrocchia può già contare su 240mila euro: 200mila messi a disposizione da Fondazione Cariplo, 30mila dalla Bcc e 10mila dal Banco Bpm. Altri fondi arriveranno dagli enti pubblici: la Regione Lombardia, attraverso un bando emesso lo scorso 6 settembre, e il Comune di Legnano, che come tutti gli enti locali ogni anno riconosce alle comunità religiose l’8% degli oneri di urbanizzazione secondaria: questa somma, ancora non quantificabile, sarà interamente devoluta al progetto di restauro conservativo della basilica.

L'appello a imprese e privati

La quota mancante sarà coperta dalle donazioni di imprese e privati: l’intervento è stato suddiviso in trenta lotti e chiunque potrà «adottarne» uno, versando quote comprese tra un minimo di 2.500 euro per una lesena in cotto e un capitello in pietra sui lati della facciata principale e un massimo di 24mila euro per le decorazioni a graffito inserite nei tondi del tiburio, ma ci sarà anche la possibilità di contribuire con quote minori.

A giorni la chiesa sarà completamente "impacchettata"

«I lavori inizieranno il 15 ottobre - ha annunciato l’architetto Terrenghi, proiettando un filmato che mette in evidenza le condizioni attuali della basilica - e finiranno a luglio 2020, ma abbiamo promesso a don Angelo di liberare la facciata entro Pasqua. Interverremo sulle superfici esterne e sulla copertura, con un progetto di tipo conservativo, operando nel modo più discreto possibile. Quattro le fasi previste: pulitura, ricostruzione, protezione e consolidamento con applicazione di prodotti idrorepellenti e scossaline in piombo e rame in modo che le superfici possano durare il più a lungo possibile (visto che uno dei problemi principali della basilica è l'umidità sia da risalita che da infiltrazione). Un intervento che ha un costo importante, ma tutto sommato ancora contenuto proprio perché agiamo per tempo, prima che i problemi si aggravino». A giorni la Donelli srl, che si è aggiudicata l’appalto in associazione temporanea di impresa con un’azienda di Gallarate, installerà i ponteggi (per un totale di 2.700 metri quadrati): la chiesa sarà completamente «impacchettata».

I motivi principali per contribuire

«Intanto parte ufficialmente la raccolta delle donazioni - hanno aggiunto Carlo Grassi e Roberto Ricco di Officinaidee -, con l’attivazione del sito web della campagna www.restaurosanmagno.it, sul quale sul quale sono illustrati il progetto e le modalità di adesione. Quattro i motivi principali per contribuire: lasciare un segno con un progetto importante per la comunità e per il patrimonio artistico, contribuire con un’azione di responsabilità sociale d’impresa o individuale, fregiarsi del logo ufficiale del progetto e diventarne testimonial e beneficiare di agevolazioni fiscali».

 

Leggi anche: San Magno, al via una cura di bellezza da 500mila euro

 

TORNA ALLA HOME PAGE E LEGGI TUTTE LE NOTIZIE