Amministratori minacciati, l'inchiesta

L'inchiesta di Avviso pubblico fa luce su i casi locali.

Amministratori minacciati, l'inchiesta
Magenta e Abbiategrasso, 25 Maggio 2018 ore 09:00

Più di 530 atti intimidatori in un anno significano 10 intimidazioni a settimana, una minaccia ogni 16 ore»: questo è quanto emerge dal rapporto «Amministratori sotto tiro» pubblicato dall'associazione Avviso Pubblico che dal 2011 monitora le intimidazioni nei confronti degli amministratori pubblici.

Amministratori minacciati, c'è anche Milano

Questo non è un fenomeno che riguarda soltanto il sud Italia e non sono solo le regioni del Mezzogiorno a scalare questa impopolare classifica: la produttiva e operosa Lombardia nel 2017 si posiziona al sesto posto della graduatoria nazionale, la prima tra le regioni del centro nord e la provincia di Milano entra per la prima volta a pieno titolo nella “top ten” delle province più colpite. Le vittime degli atti intimidatori sono sindaci, consiglieri comunali, amministratori regionali e dipendenti della pubblica amministrazione.

Il rapporto di Avviso Pubblico

L'ultimo rapporto stilato da Avviso Pubblico fa registrare quello che è stato definito come “Annus Horribilis”. I dati sono allarmanti. Solo nello scorso anno in tutta Italia sono certificati dall'associazione 537 casi di intimidazioni, il 18% in più rispetto al 2016. Le province coinvolte dal fenomeno, molto spesso, ma non sempre, legato alla presenza della criminalità organizzata, sono state 78, per un totale di 314 comuni colpiti, il 6% in più rispetto l'anno precedente. La fotografia scattata da Avviso Pubblico mostra un fenomeno in espansione e molto complesso. Una minaccia su quattro non ha matrice criminale, di queste, il 33% viene commesso perché l'amministrazione in carico non è gradita, il 23% nasce da una situazione di disagio sociale vissuta dall'aguzzino e l'11% è mossa da violenza politica.

Fenomeno in parte sommerso

Come spiegato nel documento, il lavoro di ricerca non è riuscito a registrare tutti gli episodi accaduti nella realtà. In parte perché di alcuni non si è potuto avere notizia, altri perché non sono mai stati denunciati dalle vittime. La parte sommersa di questo fenomeno è ampia e rende il quadro generale ancora più cupo. Su Settegiorni in edicola, due pagine d'inchiesta e i casi locali.