Cronaca
ARESE

Ambulanze non sanificate e appalti vinti coi prestanome: altri 5 arresti

L’inchiesta già il 18 marzo 2021 portò a 4 arresti

Ambulanze non sanificate e appalti vinti coi prestanome: altri 5 arresti
Cronaca Rhodense, 21 Settembre 2022 ore 19:05

Ambulanze non sanificate e appalti vinti coi prestanome: altri 5 arresti tra cui un aresino.

Ambulanze non sanificate e appalti vinti coi prestanome: altri 5 arresti

Cinque arresti per le indagini sulla First Aid One Italia, tra cui un aresino.
La Procura e la Guardia di finanza di Pavia hanno reso noto l’esecuzione delle 5 misure cautelari, 3 in carcere e 2 ai domiciliari, "nei confronti degli amministratori di fatto, prestanome e dipendenti di una cooperativa operante nel settore dei trasporti sanitari, tra le prime a livello nazionale, affidataria di appalti pubblici in tutta Italia".
La First Aid One Italia è sotto sequestro dal 18 ottobre 2021, con nomina da parte del Tribunale di un amministratore giudiziario dopo che aveva partecipato all'appalto per l'emergenza sanitaria bandito dall'Asl Napoli 1, e per aggiudicarsi quella gara avrebbe usato una serie di prestanome, in modo da nascondere quali fossero i reali proprietari della società, e una volta ottenuto il servizio avrebbe sistematicamente evitato di svolgere le sanificazioni sui mezzi di soccorso.
L’inchiesta già il 18 marzo 2021 portò a 4 arresti e alla fine dello scorso giugno la stessa Procura aveva notificato a 13 indagati, di cui 12 persone fisiche e la società, la chiusura delle indagini. Ma nell’ambito dello stesso procedimento erano già state chieste le misure cautelari che ora, a distanza di mesi, sono state firmate dal Gip ed eseguite. Destinatari della nuova ordinanza di misure cautelari in carcere i tre fratelli Francesco Calderone, Antonio Calderone e Concetta Calderone, mentre agli arresti domiciliari Angelo Milano, nato a Messina e residente ad Arese, cognato di Francesco Calderone, e Francesco Di Dio, identificato dagli inquirenti come amministratore fittizio della società First Aid.
A 9 delle 12 persone indagate è contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture e intermediazione illecita di manodopera: a 3, i destinatari della nuova misura di custodia cautelare in carcere, "come organizzatori e promotori" e a 6, tra i quali anche i 2 destinatari della misura di custodia ai domiciliari, "come partecipi".

 

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