Magenta

All’ospedale Fornaroli riapre il reparto Covid

Ad illustrare il nuovo cambio di pelle del Fornaroli sono Nicola Mumoli, primario di Medicina e Chiara Radice, nuova direttrice medica dell’ospedale di Magenta.

All’ospedale Fornaroli riapre il reparto Covid
Magenta e Abbiategrasso, 25 Ottobre 2020 ore 11:23

Anche l’ospedale Di Magenta riapre il reparto Covid. Ad illustrare il nuovo cambio di pelle del Fornaroli sono Nicola Mumoli, primario di Medicina e Chiara Radice, nuova direttrice medica dell’ospedale di Magenta e Abbiategrasso.  «E’ stata dedicata un’ala del nono piano del Fornaroli, con 28 posti letto per tutti i pazienti acuti colpiti dal Coronavirus – spiega Radice – Un’area che rimane circoscritta ed isolata, in modo che il personale possa spostarsi in altri reparti con tutti i dispositivi del caso».

All’ospedale Fornaroli riapre il reparto Covid

Nicola Mumoli, primario Magenta
Il primario Nicola Mumoli

Al momento non è stata predisposta la terapia intensiva covid, come durante i mesi di massima emergenza: «E’ stata attivata a Legnano e quindi al momento non è necessario fare il bis anche a Magenta. Anche perché nei nostri ospedali, stiamo mantenendo l’attività chirurgica, soprattutto su pazienti oncologici ed urgenze, operazioni che invece durante la prima ondata eravamo stati costretti a sospendere. Questo a testimonianza del grosso lavoro che stiamo facendo e dei passi avanti compiuti», evidenzia la direttrice.
Il dottor Mumoli ha sottolineato “un significativo calo di ingressi e controlli durante e dopo la prima ondata, effetto che si sta cercando di limitare, forse solo ritardare – afferma – Lo sforzo è estremo ma ci teniamo a garantire un’assistenza a 360 gradi al paziente, non concentrando tutte le nostre risorse solo sul Covid”. Mercoledì (ultimo dato disponibile) erano 10 i pazienti Covid acuti al Fornaroli. “Fino ad oggi, la patologia è leggermente meno esplosiva rispetto all’ondata precedente – evidenzia il primario – I dati sono in peggioramento. Ad aprile scorso i pazienti che necessitavano delle terapie intensive erano circa il 30%, ora siamo ancora attorno al 10%. E’ difficile dire se si ritornerà a quei dati, ma l’attenzione è alta, visto anche l’abbassamento dell’età media dei contagiati».

“Pronti a intervenire in modo mirato”

Per quanto riguarda l’approccio al paziente, il dottor Mumoli rassicura si sia più pronti e formati nell’intervenire sul singolo paziente in modo mirato: «Ad oggi come certezza contro il virus abbiamo il cortisone e le eparine, tutto il resto non ha ancora evidenze scientifiche in merito, si sta lavorando su più fronti ma al momento le certezze sono queste. Siamo però più esperti, sappiamo riconoscere in maniera più precisa e veloce l’andamento della malattia in un paziente e quindi intervenire con le giuste terapie a seconda del quadro clinico. Non si dovrebbe arrivare alla passata emergenza, ma è giusto tenersi pronti a tutto». Ad aiutare in questo senso è stata l’iniziativa di tenere monitorizzati i circa 540 guariti trattati dalla struttura. Mumoli evidenzia anche quanto emerso da una loro ricerca scientifica, in merito alla possibilità di reinfettarsi: «Abbiamo dimostrato clinicamente che per i primi tre mesi, i pazienti usciti dal Covid, non hanno avuto una nuova positività».
Mumoli infine sottolinea l’importanza della condivisione di informazioni con i medici di base: «Per noi è fondamentale l’integrazione ospedale/territorio. Dobbiamo rimanere sempre in contatto con i medici di famiglia, condividere informazioni ed attivare le terapie a domicilio giuste, per curare il paziente ed evitare che la situazione si deteriori in poco tempo, nonostante non ci siano sintomi evidenti».

Lunghe attese per gli esami

La direttrice Radice infine entra nel merito delle lamentele in merito alle lunghe attese per gli esami: «Stiamo scaglionando ed allungando i tempi di apertura dei laboratori. Questo anche per evitare il più possibile assembramenti. In questo senso ribadiamo sia inutile presentarsi molto prima agli appuntamenti, tanto di più per chi vuole effettuare il tampone. Ne abbiamo a sufficienza e non lasciamo indietro nessuno».
Nei giorni scorsi, infatti, si sono registrate lunghe file fuori dal vecchio pronto soccorso, area predisposta per i tamponi rapidi destinati agli studenti.
Luca Cianflone

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