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Addio all’alpino Gattelli, ora non sarà più il Babbo Natale che porta i doni ai piccoli della scuola materna

E' sempre stato presente per la comunità di Lainate

Addio all’alpino Gattelli, ora non sarà più il Babbo Natale che porta i doni ai piccoli della scuola materna
Rhodense, 13 Novembre 2020 ore 11:57

Addio all’alpino Gattelli, ora non sarà più il Babbo Natale che porta i doni ai piccoli della scuola materna di Barbaiana di Lainate.

Addio all’alpino Gattelli

E’ mancato all’affetto della moglie e del figlio, ma anche dei tanti amici alpini Angelo Gattelli.
Nato a Pantigliate nel 1947 era un alpino «rude ma schietto, sincero e generoso».
Arruolato nel 3° scaglione nel 1967, ha prestato servizio nel Battaglione Tirano del 5° Alpini nella caserma Waekernell a Malles Venosta. Nel 1984 si era iscritto all’Ana di Lainate per poi ricoprire, nel 1997, la carica di vice del capogruppo Sergio Crose. Negli anni ‘90 ha fatto parte del gruppo protezione civile Ana di Milano nel settore sussistenza.
Nel 2016 è stato eletto capogruppo e nel 2019 rieletto per un ulteriore triennio.
Un uomo tutto di un pezzo dedito agli alpini e non solo.
Tra le tante opere sociali, con il suo impegno, il gruppo Ana durante la pandemia, ha donato mille euro per l’ospedale Ana di Milano, mille euro per ospedale Ana di Bergamo, mille euro per la Croce rossa di Lainate e 600 euro alla Protezione civile per la raccolta fondi emergenza alimentare.
Ha inoltre programmato con il gruppo degli alpini altre opere sociali in fase di attuazione per la nuova autolettiga della Croce rossa.
L’impegno di Gattelli nel sociale non si è incentrato solo in periodo Coronavirus: nel 1995 è stato uno dei cinque soci fondatori dell’Associazione Gestione Attrezzature Area Feste nel salone delle feste lainatese.
Faceva inoltre parte dell’Associazione Ruote Amiche di Barbaiana impegnata nel trasporto di persone bisognose.
A raccontare tutta la lunga storia di Gatelli, alpino fino al suo ultimo giorno, è il compagno e amico Adriano Bergantin che precisa con fervore e voce ferma, a differenza del resto del tempo in cui era tremolate e commossa, «Angelo era un vero alpino».
Era un anziano degli alpini e ne era orgoglioso. Ora Gattelli non si vestirà più da Babbo Natale per portare i doni ai bambini della scuola materna, e non si fermerà nel piazzale della chiesa a preparare il vin brulé la notte del 25 dicembre con il cappello degli Alpini.

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