Addio all’alpinista “papà” dei Falchett

Abbiate in lutto per Alessandro Banfi, detto il colonnello, attivo nel sociale e fondatore del gruppo escursionistico, amante della montagna e delle scalate. Memorabile la sua spedizione sul Cerro Murallon in Patagonia con Giuseppe Noli.

Addio all’alpinista “papà” dei Falchett
Cronaca Saronno, 17 Febbraio 2018 ore 08:48

Addio all’alpinista, stroncato dal tumore

L’ultima scalata verso il Paradiso. Alessandro Banfi se n’è andato in punta di piedi, dopo una dura lotta contro un tumore al cervello che non gli ha lasciato scampo, ma prima ha salutato un’ultima volta i nipoti Lara e Gianluca che insieme alla loro madre Maria Bambina, sono stati per lui la sua famiglia. Una grande perdita per la comunità di Abbiate: il colonnello, come era soprannominato per via della sua precisione nell’organizzazione, è stato uno di quei personaggi che dietro le quinte della popolarità ha intessuto profondi rapporti col filo dell’altruismo, della dedizione, del servizio agli altri, legando il suo nome al mondo del volontariato e soprattutto dell’alpinismo.

Era stato uno dei fondatori del gruppo Falchett

Era stato insieme all’indimenticabile Luigi Ferrazzini e a Pasqualino Lomazzi, recentemente scomparso, uno tra i fondatori 60 anni fa del gruppo Falchett. «Amava la natura, la montagna e l’alpinismo – ricorda la nipote Lara – Corde e scarponi sono stati i suoi fedeli compagni di vita. Sin da giovane ha praticato lo sport alpinistico facendo importanti scalate e insegnando l’arte ai giovani che guidava ogni anno nel campeggio estivo dei Falchett». E il soprannome di «colonnello» era nato proprio dalla sua precisa organizzazione nel predisporre le tende e nel guidare l’esercito dei vacanzieri.

Addio all’alpinista dell’impresa in Patagonia

Indimenticabile l’esperienza in Patagonia nel 1984 quando coni «Ragni di Lecco» e con l’amico don Giuseppe Noli aveva scalato il Cerro Murallon, uno degli imponenti ghiacci argentini. «La menzionava sempre anche negli ultimi incontri don Giuseppe. Dopo il ciclo di radio, il cappellino ricordo di quell’impresa,  lo indossava sempre giorno e notte e lo accompagnerà anche nel suo ultimo viaggio», continua commossa Lara Pertile che come il fratello hanno ereditato la passione per monti e cime dallo zio, così come molti altri giovani.

I nipoti: “Ci ha insegnato ad amare la montagna. E’ stato un esempio”

«Soprattutto dopo la morte di nostro padre, Alessandro è stato per noi un punto di riferimento. Era un uomo pacato, tranquillo, riservato e socievole al tempo stesso. E’ stato un esempio anche nella malattia che ha combattuto con grinta, voleva vivere e non si rassegnava all’idea di non alzarsi dal letto, di non poter più camminare». Saldatore di professione per la Grm, era uno degli assidui frequentatori della sede alpina abbiatese dove si ritrova spesso con gli amici. «Era stato doloroso per lui sapere, un mese fa, dalla morte di un altro, di Pasqualino Lomazzi» uniti dalla passione per la montagna, il campeggio e il servizio alla comunità.

Attivo nel sociale era stato gestore del bar dell’oratorio

Banfi era stato per anni anche uno dei gestori volontari del bar dell’oratorio e in molti ancora lo ricordano con affetto quando dietro al bancone serviva con gentilezza grandi e piccini. Ha dato molto per Abbiate e giovedì nel giorno del funerale, in tanti hanno voluto ringraziarlo, salutandolo un’ultima volta. «Siamo certi che, se avessi potuto scegliere, avrebbe scelto di partire da questa vita proprio mentre saliva una delle sue amate montagne e con questa certezza nel cuore vogliamo ricordare il nostro colonnello», concludono commossi gli amici abbiatesi.