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Lutto

Addio a Carlo Leoni, re del pan tramvai

Si è spento a 80 anni lo storico fornaio di corso Garibaldi a Legnano.

Addio a Carlo Leoni, re del pan tramvai
Cronaca Legnano e Altomilanese, 25 Marzo 2021 ore 12:42

Addio a Carlo Leoni, storico panettiere di Legnano e re indiscusso del pan tramvai.

Addio a Carlo Leoni, amato fornaio di corso Garibaldi angolo via Gigante

L’ex fornaio si è spento domenica 21 marzo 2021 all’ospedale cittadino in seguito a un’infezione. Due giorni dopo avrebbe compiuto 81 anni. A piangerlo sono i figli Luigi e Patrizia e tanti legnanesi che nel corso dei trent’anni di attività ne hanno conosciuto le doti professionali e umane. Leoni, originario di Arconate, aveva aperto il suo negozio nel 1968 insieme alla moglie Vanda Ciapparelli, scomparsa cinque anni fa. Fino alla fine del 2000, la coppia aveva sfornato pane nel negozio di corso Garibaldi angolo via Gigante nel quartiere di San Domenico, guadagnandosi la stima dei clienti non solo locali. I suoi francesini, le sue michette, i suoi grissini, ma soprattutto il suo pan tramvai (pane con l’uvetta), del quale era il re indiscusso, erano famosi oltre i confini della città del Carroccio. “Mamma e papà avevano clienti che arrivavano apposta persino da Genova” ricorda il figlio Luigi.

Il ricordo commosso di Daniele Berti: “Era davvero una ‘pasta di pane'”

Particolarmente sentite le parole con cui ha voluto commemorarlo Daniele Berti, legnanese doc e profondo conoscitore dei fatti cittadini. “La ‘gente’ di san Domenico oggi ricorda uno dei suoi ‘fornai’… – scrive Berti sul suo blog – Io che ho quasi 58 anni, di fornai nella mia zona ne ho conosciuti diversi, alcuni sono morti, altri hanno chiuso l’attività e non con tutti ho avuto la stessa confidenza… Il Carluccio Leoni era davvero una ‘pasta di pane’, un uomo semplicissimo che fino quasi a 70 anni ha fatto il panettiere per noi. La moglie che ha sempre condiviso con Lui l’attività se n’è andata quasi 5 anni fa. Ora, Luigi e Patrizia sto vuoto lo sentiranno eccome, il Carluccio era davvero ‘un personaggio’, un gran lavoratore e un panificatore d’altri tempi, mi ricordo ancora che la mia nonna lo chiamava ‘Merlo’ e anni dopo capii il perché: ritirò la licenza del panificio Merlo, lì nei pressi, sempre in corso Garibaldi vicino alla Bottega del vino, poi, quando fu pronto il nuovo condominio che fa angolo con via Gigante, si trasferì lì e lì concluse la sua carriera, diciamo così… Ciao Carluccio, ma quanto erano buoni i tuoi ‘francesini’, il tuo ‘pan tranvai’, i grissini, le biove, le michette…. Ho ancora nel naso il profumo di pane quando si entrava nel negozio, con la Vanda che ti chiamava spesso per avere ‘i rifornimenti’ dal piano inferiore… E’ stato bello conoscere la tua famiglia, e nutrirci del tuo pane, della tua arte di trasformare della banale farina, in piccoli capolavori… Addio Carluccio, ci lasci un altro vuoto, in un periodo che pare più brutto della guerra…”.

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