Magenta

A processo con l'accusa di abuso sessuale su minore

L'accusato rigetta ogni accusa.

A processo con l'accusa di abuso sessuale su minore
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È iniziato martedì mattina, davanti ai giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta da Luisa Alfonsa Savoia, il processo a carico di un magentino di 42 anni accusato di aver abusato sessualmente di una minorenne.

A processo con l'accusa di abuso sessuale su minore

Nei confronti dell’imputato, difeso dall’avvocato Roberto Grittini di Abbiategrasso, il pm milanese Paolo Storari, che ha coordinato le indagini dei carabinieri, ha chiesto e ottenuto dal gip Livio Antonello Cristofano il rinvio a giudizio con rito immediato, saltando cioè l’udienza preliminare. E lui ha scelto di affrontare il dibattimento senza ricorrere a riti alternativi per cercare di scardinare in aula l’impianto accusatorio eretto dalla Procura. Secondo la quale il 42enne – attualmente ai domiciliari dopo la scarcerazione ottenuta a inizio febbraio per motivi di salute – avrebbe abusato della giovane, oggi 20enne, dal 2011 al 2015 «per circa quattro anni, da quando la vittima aveva 10 anni sino a quando aveva 15 anni», si legge nel decreto di rinvio a giudizio a carico dell’uomo.

Le indagini

In particolare, il magentino avrebbe indotto la minorenne «a compiere e subire atti sessuali» che vanno dalla masturbazione fino a rapporti orali e sessuali completi «presso l’abitazione» di Magenta del 42enne, parente alla lontana della ragazza, «e in macchina». Episodi messi nero su bianco nella denuncia presentata circa sei anni più tardi dalla giovane ai militari dell’Arma di Albizzate, nel Varesotto, con il supporto dell’avvocato Federica Liparoti.
Coordinati dal pm Storari, i carabinieri del Comando provinciale di Milano hanno poi avviato delle indagini ad ampio raggio, anche di natura tecnica: nel corso dell’inchiesta, infatti, al magentino sono stati sequestrati alcuni dispositivi elettronici – tra cellulari e computer – alla ricerca di materiale pedopornografico, di cui però non ci sarebbe traccia. Ma dalle indagini preliminari sarebbero emersi importanti elementi a riscontro della versione della presunta vittima, tanto da spingere la Procura a chiedere e ottenere il rito immediato per il 42enne, senza cioè sottoporre il materiale probatorio raccolto al vaglio di un giudice in udienza preliminare.

Si dichiara innocente

Secondo l’avvocato Grittini, contattato, dalle indagini preliminari sarebbero invece emersi «elementi contraddittori» rispetto alla contestata accusa di violenza sessuale su minore. L’imputato, per voce del suo legale, continua a ribadire la sua innocenza e a professarsi «estraneo ai fatti contestati». Arrestato e portato a San Vittore il 26 gennaio, il magentino era stato subito scarcerato e messo ai domiciliari (dove si trova tuttora) per incompatibilità col regime carcerario a causa dei suoi problemi di salute. Al processo, iniziato martedì, sarà presente anche la presunta vittima, classe 2001, che, assista dall’avvocato Liparoti, si è costituita parte civile «al fine di ottenere l’integrale ristoro dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti», si legge nell’atto di costituzione accolto dal gip, «causati dall’illecito comportamento messo in atto» dal 42enne., nonché delle spese legali e delle «impregiudicate ulteriori ragioni che potranno emergere nel proseguo del presente procedimento nei confronti dell’imputato». Si torna in aula a novembre.

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