A Milano il Welfare è di tutti

Un progetto che ha saputo aggregare i bisogni individuali e generare risposte condivise.

A Milano il Welfare è di tutti
Sesto, 02 Gennaio 2020 ore 11:12

A settembre 2018 si è concluso il percorso del progetto Welfare di tutti, durato tre anni e finanziato nella prima edizione del bando Welfare in Azione di Fondazione Cariplo.

Un progetto lanciato dal Comune di Milano con un obiettivo chiaro: costruire un welfare davvero di tutti e per tutti, che tenesse conto dei cambiamenti sociali e che non escludesse alcun cittadino.

Il progetto Welfare di tutti dopo appena tre anni lascia, oltre a un’innovativa piattaforma digitale, una grande eredità sul territorio: 11 spazi Spazi WeMi, dei luoghi fisici di connessione tra il terzo settore, il Comune di Milano e i cittadini.

A Milano il Welfare è di tutti

Prima del progetto, prevalentemente chi era in carico ai servizi sociali, poteva usufruire di servizi domiciliari accreditati e gratuiti recandosi di persona presso le sedi dei SSTP (Servizi sociali territoriali professionali) o scaricando dal sito del Comune l’elenco dei professionisti accreditati.

Questo faceva sì che molte famiglie che non avevano i requisiti per accedere ai SSTP, si spostassero verso il mercato informale, facendo perdere all’amministrazione traccia dei loro bisogni.

In questo contesto, la piattaforma digitale e gli spazi WeMi, non solo hanno aiutato i cittadini a orientarsi nell’offerta dei servizi sempre più frammentata, ma sono stati degli strumenti preziosi di ascolto che hanno permesso agli erogatori dei servizi del terzo settore di riorganizzare, sperimentare e rendere la propria offerta più vicina ai bisogni espressi, raggiungendo così una platea più ampia.

Le azioni di progetto

Il progetto Welfare di tutti ha puntato molto sulla sperimentazione: dalla creazione di una piattaforma digitale cittadina agli Spazi WeMi, dal welfare condominiale al welfare scolastico, fino a percorsi di educazione finanziaria.

Al centro del progetto Welfare di tutti una piattaforma digitale cittadina dedicata all’offerta dei servizi domiciliari accreditati che, nel progetto, ha raggruppato 58 enti per un totale di 1.011 servizi.

Una vera e propria piazza dove cittadini e operatori si incontrano per provare a superare la frammentazione dei percorsi di accesso ai servizi di welfare presenti sul territorio.

Inizialmente il progetto prevedeva la creazione di 3 Spazi WeMi, punti fisici di incontro, informazione e orientamento nei quali, grazie a operatori specializzati, i cittadini potessero trovare le soluzioni di welfare più adatte ai propri bisogni, attivare forme di welfare condiviso e sviluppare azioni di volontariato. Gli Spazi WeMi, gestiti da associazioni e cooperative che collaborano con il Comune di Milano, si trovano all'interno di luoghi molto diversi tra loro. Sono spazi ibridi con una forte identità, con un'attenzione alla bellezza come segno del prendersi cura, accessibili a tutti, visibili dalla strada. Tra il 2017 e il 2018 c’è stata una crescita inattesa prodotta dall’adesione spontanea di altri 8 soggetti che hanno voluto scommettere sul welfare comunitario e hanno deciso di aprire uno Spazio WeMi. In ogni Municipio esiste ora ne esiste uno, ciascuno dotato di una sua specificità.

Come per esempio WeMi San Gottardo che nasce dentro il Rab, un caffè letterario che promuove l'integrazione di persone con disabilità, e che è un luogo di aggregazione e coinvolgimento dei cittadini. O WeMi Capuana che si trova all'interno di Spazio Agorà, un luogo di aggregazione che offre, nel cuore del quartiere di Quarto Oggiaro, attività per mamme e bambini, ragazzi e adolescenti e orientamento ai servizi del territorio. O ancora WeMi Venini che è accolto dall'associazione HUG Milano, uno spazio polifunzionale che si propone di valorizzare i rapporti umani e le risorse del territorio di NoLo (North of Loreto) e trasmettere un messaggio positivo di sostenibilità, condivisione, innovazione, benessere e mobilità.

Con 18.000 accessi e 1500 cittadini coinvolti, la forza degli 11 Spazi WeMi sta anche nell'essere riusciti a creare un format replicabile e adattabile a diversi contesti territoriali.

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Si è sperimentato anche nell’ambito dell’attivazione di servizi di welfare condominiale. Prima del progetto, i partner non avevano esperienze simili, se non quelle legate alla custodia sociale. L’azione prevedeva un rafforzamento dei dispositivi di ascolto dei bisogni nei condomini, intesi come una comunità in cui sperimentare interventi caratterizzati da aggregazione della domanda e condivisione delle risposte.

Il primo anno si è concluso con l’inserimento di una nuova figura, quella dell’assistente familiare condominiale (all’interno del nuovo CCNL SACI). Il secondo anno è stato avviato un laboratorio di ascolto - azione in due condomini del Municipio 8, grazie a un amministratore che ha svolto il ruolo di facilitatore. Il terzo anno, i condòmini, insieme agli operatori dello Spazio WeMi Capuana, hanno co-progettato alcuni servizi. Come ad esempio un servizio educativo rivolto ai bambini del condominio, un servizio di mediazione culturale per facilitare la comprensione delle regole condominiali e iniziative di socialità e buon vicinato volte a favorire occasioni di incontro e condivisione fra i condomini. Fra queste, attività di giardinaggio, baratto, riciclo creativo, merende di condominio.

Da questa esperienza è emersa una riflessione: può la figura dell’amministratore di condominio diventare una figura del welfare pubblico a fronte della sempre maggiore complessità dell’abitare?

Prima del progetto le esperienze di welfare scolastico erano iniziative singole. Welfare di tutti ha voluto scommettere sulle scuole come un luogo dove far nascere risposte di welfare comunitario.

Nel Municipio 5, presso una scuola media e una scuola superiore, sono nati Laboratori di ascolto – azione con l‘obiettivo di canalizzare le domande e le risorse, mentre in una scuola di infanzia, grazie a un percorso di co-progettazione con lo Spazio WeMi San Gottardo, sono nati alcuni interventi condivisi. Fra questi, un laboratorio di psicomotricità per bambini sostenuto dalle famiglie e costruito insieme alle educatrici. Il laboratorio, al quale hanno partecipato 30 famiglie che hanno deciso di sostenere il corso versando una piccola quota, ha favorito un rafforzamento delle relazioni.

La volontà adesso è di riproporre lo stesso modello in altri Municipi, in sinergia con gli altri Spazi WeMi.

Educazione finanziaria

Una delle linee di sperimentazione ha riguardato l’educazione finanziaria.

Sono stati realizzati corsi di educazione finanziaria ad abilitare educatori finanziari in grado di accompagnare e supportare i cittadini rendendoli consapevoli dei bisogni presenti e futuri. In passato sono stati offerti corsi di formazione gratuiti tenuti da educatori. In futuro si potrà accedere ai corsi tramite gli Spazi WeMi.

Inatteso è stato l’interesse delle organizzazioni del terzo settore per l’educazione finanziaria come strumento da applicare in ambiti sociali come housing temporaneo, gioco d’azzardo, comunità.

Innovazione

Per la prima volta un ente locale ha assunto il ruolo di “broker” dei servizi erogati da soggetti qualificati in città attraverso una piattaforma web; l’offerta dei servizi qualificati e garantiti dall’amministrazione è stata raccolta in un unico catalogo ed offerta a tutti i cittadini, indipendentemente dai requisiti di accesso legati al reddito; gli enti del terzo settore hanno a disposizione uno strumento informativo per promuovere i loro servizi; il sistema di welfare cittadino può ottenere informazioni sui bisogni espressi anche da cittadini che non accedono ai servizi sociali pubblici.

Per la prima volta si sono sperimentate in un condominio forme di ascolto e coproduzione di servizi condivisi in risposta a bisogni aggregati all’interno di una comunità. Un metodo replicabile in futuro grazie anche alle competenze e le risorse portate in campo dai cittadini stessi.

Nel portale 2.0 saranno implementati strumenti di acquisto condiviso dei servizi che potrebbe essere oggetto di una linea di servizi dedicata alle comunità presenti in città (condomini, scuole, hub territoriali).

Comunicazione

Il progetto ha fatto un grande investimento sulla comunicazione insieme al Dipartimento di Design, realizzando un’identità visiva capace di aiutare la rete stessa a focalizzare e definire il senso stesso del progetto.

Il progetto ha lavorato molto affinché gli spazi virtuali e fisici del welfare fossero belli, accoglienti, colorati, e parlassero ai cittadini con un linguaggio comprensibile e riconoscibile, e permettessero agli operatori di identificarsi e riconoscersi nel sistema. Sono stati creati strumenti (manuale, kit e tool per gli operatori) per abilitare tutti i membri della rete a comunicare mantenendo la propria identità all’interno dell’identità di sistema.

We-Mi: progetti per il futuro

Oggi WeMi si è trasformato in una Unità di Offerta del Comune di Milano ed è dunque un servizio stabile che l’amministrazione sosterrà con le proprie risorse anche grazie a un finanziamento che il Comune ha ottenuto dal PON Metro – Asse Agenda Digitale.

Ma il sistema WeMi, chiamando a raccolta il terzo settore milanese e lavorando fianco a fianco nel riunificare e migliorare le risposte esistenti, ha creato le condizioni per la propria continuità e sostenibilità ben prima della scadenza del progetto.

Le parole di Emanuela Losito

Emanuela Losito, responsabile Unità Sviluppo WeMi e Progetti:

"Abbiamo riportato il tema del presidio dei diritti, della promozione dei legami e delle connessioni al centro delle politiche di welfare. Grazie all’ascolto delle domande delle famiglie pervenute a WeMi, ci siamo accorti che il servizio più richiesto era quello legato all’assistenza familiare, che nel sistema della domiciliarità è la linea di prodotto meno utilizzata. Ecco perché il servizio per la ricerca di tate, colf e badanti sarà al centro del portale nella sua versione 2.0. Welfare di tutti garantisce a tutti un orientamento professionalizzato. Il passaparola fra genitori ha fatto emergere la richiesta di servizi condivisi in altre scuole, facendo evidenziare bisogni che non avevamo ancora intercettato attraverso i canali tradizionali. L’educazione finanziaria riguarda tutti ed è uno strumento che aiuta le persone a portare avanti i propri progetti di vita con le risorse che hanno. Sulla nuova piattaforma ci sarà una sezione dove sarà possibile acquistare e costruire servizi condivisi. Welfare di tutti è cominciato come un progetto ed è diventato politica pubblica."