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Gaggiano

Un viaggio di 3mila chilometri fino ai confini con l’Ucraina

L'avventura di Iginio Conti, volontario della Protezione Civile di Gaggiano che la scorsa settimana è partito verso l'Ucraina per recuperare dei famigliari

Un viaggio di 3mila chilometri fino ai confini con l’Ucraina
Attualità Magenta e Abbiategrasso, 19 Marzo 2022 ore 10:00

Più di 3mila chilometri e 36 ore di viaggio: questa la storia di Iginio Conti, un volontario della Protezione Civile di Gaggiano che, di sua spontanea volontà, ha deciso di compiere un viaggio in Ucraina.

Un viaggio di 3mila chilometri fino ai confini con l’Ucraina

È l’1.30 di venerdì scorso, quando, insieme a due nipoti, Iginio decide di partire verso il confine di Ungheria e Ucraina. La sua missione è quella di andare a prendere dei parenti della moglie di origine ucraina che lo stanno aspettando al confine: uno di loro è un ragazzino di 15 anni.

"Il viaggio è proseguito abbastanza bene nei primi tratti - spiega - Negli ultimi 50 chilometri di autostrada, però, ci siamo accorti che i distributori di benzina erano chiusi e l’unico disponibile era in un paesino fuori dal nostro percorso. Abbiamo fatto più di un’ora di coda: le persone stanno facendo scorta di tutto".

Come più ci si avvicinava al confine, più la situazione era sempre meno tranquilla: ai lati delle strade erano nascosti carri armati ungheresi per difendersi, i supermercati erano colmi di persone spaventate che facevano scorte e c’erano molti tir della croce bianca che facevano avanti-indietro. Finalmente, alle 14 riescono ad arrivare al confine, ma anche lì non mancano le complicazioni.

"Non potevamo avvicinarci alla casetta della dogana - racconta - Dopo solo due minuti che avevamo la macchina parcheggiata è arrivata un mezzo dell’esercito che ci ha detto di andarcene, indicandoci un bar dove poterci fermare".

Le sue parole spiegano come questo bar sia un luogo di sosta per chi, come loro, sta aspettando i parenti. I cittadini ucraini che hanno la possibilità di andarsene e hanno documenti in regola, infatti, vengono caricati su pulmini appositi e trasportati al confine. Lì è presente un campo profughi, con un tendone, dei tavoli e delle coperte dove le persone possono rifugiarsi, in attesa che arrivi qualcuno a prenderli. Dopo 8 ore di attesa cominciano ad arrivare i pulmini e, con tempistiche differenti, anche i parenti che stava aspettando.

"Il ragazzo di 15 anni era molto spaventato, l’altra ragazza si è ritrovata in un posto dove non aveva appuntamento ed è scoppiata in lacrime - conclude Conti - Per fortuna, siamo riusciti a prenderli e tornare a casa senza fare soste".

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