Commemorazione

Svelata la pietra d'inciampo per Marcello Pianta "Abele"

La cerimonia andata in scena nella mattinata di oggi, domenica 23 aprile, in via Armando Diaz dove la pietra è stata incastonata nell'asfalto

Svelata la pietra d'inciampo per Marcello Pianta "Abele"
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Mattinata di grande emozione oggi, domenica 23 aprile a Corbetta per il posizionamento della pietra d'inciampo in ricordo del deportato politico Marcello Pianta "Abele"

Svelata la pietra d'inciampo per Marcello Pianta "Abele"

Alle 11, in via Armando Diaz, l'Anpi insieme ai famigliari di Pianta, il Comitato per le pietre d'inciampo, l'Amministrazione comunale e alcune associazioni del territorio hanno mostrato la pietra in ricordo del corbettese, arrestato dai fascisti nel corso della Seconda Guerra Mondiale, deportato a Dachau e morto nel campo di concentramento di Muldorf (Germania).

L'obiettivo di queste pietre è quello di mantenere viva la memoria delle vittime del nazi-fascismo nel luogo simbolo della vita quotidiana, la casa, dove è avvenuta la deportazione.

Gli interventi

Nel corso della mattinata è intervenuto il presidente dell'Anpi corbettese Danilo Ramponi:

"Dal momento in cui abbiamo conosciuto l’iniziativa delle pietre d’inciampo abbiamo cercato di capire se anche a Corbetta potevamo attivarci in questo senso, sapendo che avevamo un deportato - spiega Ramponi -. Circa un anno e mezzo fa e abbiamo cominciato l’iter di ricerca negli archivi comunali per avere tutte le informazioni necessarie ed esatte. Abbiamo invitato la nostra documentazione al comitato pietre d’inciampo di Milano che ha fatto poi le sue ricerche e hanno confermato le nostre. Da li è partito l’iter per la posa e siamo arrivati a oggi. Lo scopo è quello di preservare la memoria storica di quello che è stato. È chiaro che il nostro compito principale è quello come Anpi. Dopodiché per noi la cosa più importante è che questo serva ai giovani, ai ragazzi, ai bambini, alle scuole che con un percorso sulla memoria abbiano dei punti di riferimento chiari, che non sia solo il sentito dire. Arrivare davanti a una pietra d’inciampo vuol dire inciampare, quindi doversi fermare a capire cosa è stato, il perché è successo, come è successo e ragionare perché non succeda più".

Presente in rappresentazione dell'Amministrazione comunale anche l'assessore alla Cultura, Antonella Cislaghi:

"Il fatto di posare una pietra d’inciampo nel nostro comune deve essere un punto di riflessione. Questo che sia un attimo un punto dove appunto noi inciampiamo e ci ricordiamo di tutte quelle persone che hanno combattuto per un diritto inalienabile che è la democrazia e che è la libertà. Certe persone hanno pagato un prezzo troppo alto per avere questo diritto, e che questo sia da insegnamento oltreché un momento di riflessione e di spunto per le nuove generazioni, che passando si accorgono di qualcosa di differente in un paesaggio totalmente uniforme".

Tanta emozione da parte dei famigliari di Pianta che hanno voluto ringraziare l'Anpi per questa iniziativa:

"A noi non era mai venuto in mente che si potesse mettere una pietra d’inciampo, ma quando l’Anpi, che ringraziamo, ci ha proposto questa iniziativa noi abbiamo detto subito di sì".

 

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