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CITTA' METROPOLITANA

Sindaci dell'Alto Milanese a confronto sul futuro di Città Metropolitana: "Più trasporti e opportunità"

E’ partito da Parabiago il percorso di ascolto voluto per definire il Piano strategico triennale dell'Ente di area vasta. Contraria Biondi per le vicende legate alla cava Solter, più concilianti gli altri primi cittadini

Sindaci dell'Alto Milanese a confronto sul futuro di Città Metropolitana: "Più trasporti e opportunità"
Attualità Legnano e Altomilanese, 12 Ottobre 2022 ore 10:23

Piano strategico della Città metropolitana: i sindaci del territorio si confrontano e chiedono "Più trasporti e opportunità".

La discussione sul Piano strategico triennale

E’ partito da Parabiago il percorso di ascolto voluto da Città Metropolitana per definire il Piano strategico triennale. Dopo un primo confronto con i sindaci dei 133 Comuni, nel pomeriggio di lunedì 10 ottobre la sala consiliare di Parabiago ha ospitato il tavolo metropolitano a cui hanno preso parte una ventina di figure tra primi cittadini e tecnici, la vicesindaca Michela Palestra (collegatasi in streaming) e il segretario e direttore generale Antonio Sebastiano Purcaro. Così Palestra sul significato complessivo dell'incontro, anche in ottica futura:

"Quello che siamo in grado di realizzare è mettere a sistema degli strumenti strategici e di pianificazione che ci aiutino ad identificare linee di sviluppo possibili e ambiti di lavoro futuri"

Le caratteristiche del piano

Un piano strategico che si discosta da quelli precedenti, alla luce di un quadro socio-economico che è mutato notevolmente, dopo la pandemia, e che deve affrontare nuove sfide, ma anche opportunità, come la gestione delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per cui la Città metropolitana riveste uno strategico ruolo di regia. Una sfida che, come è stato chiarito durante la relazione agli stakeholders, deve fare i conti con un quadro normativo che necessita di modifiche (la legge 56/2014), per ridefinire il ruolo delle Città metropolitane, rafforzandone le competenze specifiche, la dotazione di personale e la dotazione finanziaria. Solo così, è emerso, l’ente può davvero coordinare e mettere in atto politiche di area vasta, affrontando le sfide imposte dal nuovo contesto socio-economico, in termini di sostenibilità, connettività, prossimità, inclusione ed attrattività.

Sei le missioni di Città Metropolitana

Sei le missioni su cui snodare il Piano strategico e le proposte di azione: digitalizzazione, transizione ecologica, mobilità sostenibile, istruzione e ricerca, inclusione e coesione, salute. Nei mesi di settembre e ottobre, la Città metropolitana si confronterà con tutti i Comuni metropolitani e il capoluogo, organizzando un vero tour itinerante nelle zone omogenee per raccogliere istanze e definire indirizzi, così da costruire una proposta di piano che sarà portata in approvazione, negli organi istituzionali metropolitani, a febbraio 2023. Durante il tavolo, numerosi rappresentanti di categorie, sindacati e portatori di interesse presenti, hanno condiviso le loro visioni, sostenendo con convinzione l’idea di un percorso partecipativo che raccolga la voce del territorio.

I contributi dei sindaci

Nel corso della riunione c'è stata sì qualche frizione legata ad alcune tematiche specifiche, come le questioni legate all'ambiente e mobilità, ma anche una dimostrazione di unità e volontà di condividere la governance della cosiddetta area omogenea da parte di alcuni sindaci proprio nell'ambito delle sfide future dell'Ente di area vasta. La voce più critica del consesso è stata quella del sindaco di Busto Garolfo Susanna Biondi, la quale non condivide gli intenti proposti dall'Ente in quanto  "Città metropolitana, che è solita difendere i Comuni nei temi legati ai costi", ha evidenziato la stessa, "di fronte a una vicenda che ha visto l'approvazione, per ben tre volte, delle autorizzazioni che riguardano le concessioni per l'insediamento della discarica di rifiuti speciali, ha addirittura fatto appello incidentale al Consiglio di Stato, andando in soccorso al privato dopo che una sentenza precedente aveva tolto la possibilità di produrre proprio a quest'ultimo". In virtù di questa situazione, ha ammonito il primo cittadino, "mi trovo lontanissima rispetto a quello che sono state le scelte compiute sinora dall'Ente di area vasta". Da Claudio Ruggeri, sindaco di San Giorgio su Legnano, ai colleghi Nuccia Berra e Fabio Merlotti, primi cittadini rispettivamente di Cerro Maggiore e Buscate, poi, il coro è stato pressoché unanime: al territorio serve un potenziamento della rete del trasporto pubblico locale. Entusiasti invece di fronte alla possibilità di  poter lavorare di concerto per superare problemi comuni, il sindaco di Castano Primo Giuseppe Pignatiello, l'omologo di Inveruno Sara Bettinelli nonché il primo cittadino di Legnano Lorenzo Radice.

 

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