SUCCEDE A PARABIAGO

Scuole al freddo e senza elettricità: monta la protesta

Nuovi disagi negli istituti Maggiolini e Cavalleri. Il malcontento degli studenti si unisce a quello del preside Morea che chiede il pronto intervento di Città Metropolitana

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Aule al freddo e senza elettricità. E' accaduto nella mattinata di oggi, lunedì 20 novembre, negli istituti superiori Maggiolini e Cavalleri di Parabiago dove gli studenti hanno protestato per la seconda volta nell'arco di una settimana proprio a causa della mancanza di energia elettrica.

Dalle proteste all'ingresso in ritardo

Hanno fatto il loro ingresso intorno alle 10 dopo che l'istituto ha cercato in tutti i modi di ripristinare il servizio attraverso le chiamate a Città Metropolitana affinché le lezioni potessero entrare nel vivo. Sono gli studenti delle scuole superiori presenti a Parabiago, vale a dire gli istituti Maggiolini e Cavalleri, ancora una volta alle prese con la mancata accensione degli impianti di riscaldamento.

Lo sfogo di uno studente che si fa portavoce del malcontento

Così Mario Valisescu, uno studente del Maggiolini, si è fatto portavoce del malcontento:

"Ennesimo lunedì di disagi quello che abbiamo vissuto stamane a scuola. Mancava sia l'elettricità che il riscaldamento. Per questo abbiamo protestato. E' la seconda volta nel giro di una settimana"

 

La ripresa delle lezioni, le parole del preside Morea

Le lezioni sono cominciate, come ormai consuetudine, a rilento.

Parla il preside del Maggiolini Pasquale Morea

Da qui la richiesta del preside Pasquale Morea che si è sfogato in questa maniera:

"Un altro vuoto organizzativo ad opera di Città Metropolitana - sottolinea Morea - Se un impianto non funziona, l'Ente di area vasta è tenuto a fornire la propria reperibilità affinché il personale scolastico possa poi sbloccare gli impianti. Una situazione grave che si reitera purtroppo nel tempo. La ditta incaricata non può intervenire in assenza di un intervento della Città metropolitana Di fronte a tutto questo l'istituzione scolastica è incolpevole. Non abbiamo nessuna responsabilità. Personalmente, ho minacciato di sporgere denuncia. Anche perché giustamente i genitori prendono di mira l'istituto che però non può fare altro che garantire il diritto allo studio".

 

 

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