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Rho avrà l'Ospedale e la Casa di Comunità

Il doppio presidio territoriale sanitario per Rho garantirà una continuità di cure per i cittadini.

Rho avrà l'Ospedale e la Casa di Comunità
Attualità Rhodense, 21 Dicembre 2021 ore 13:43

Rho avrà sia la Casa che l’Ospedale di comunità: questa la decisione presa da Regione Lombardia, che riconosce alla città l’importanza strategica a livello territoriale.

La nuova Casa e l'Ospedale di Comunità

Il 15 dicembre Regione Lombardia ha approvato anche le localizzazioni delle nuove strutture di sanità territoriale collegate alla riforma sanitaria e al PNRR: in tutto si tratta di 218 case di comunità, 71 ospedali di comunità e 101 centrali operative territoriali. Con l'approvazione della riforma sanitaria regionale dello scorso novembre, sono state previste le nuove strutture sanitarie locali, che dovrebbero sgravare gli ospedali fornendo servizi essenziali ai cittadini, favorendo una maggiore connessione tra ospedali e medici di base, nell' interesse del paziente.

Un punto di riferimento per tutta l'area

Nel territorio di ATS Milano sono state individuate 71 Case di comunità, 23 Ospedali di comunità e 36 Centrali operative territoriali.

“Sono molto soddisfatto che sul nostro territorio ci sia un rafforzamento significativo dell’assistenza sanitaria attraverso la Casa e l’Ospedale di Comunità e che il nostro ospedale di Passirana venga ristrutturato e potenziato – ha dichiarato il sindaco Andrea Orlandi – Siamo tra i pochi comuni che accoglieranno tutte e due le nuove strutture organizzative, un riconoscimento importante per la città che va così a recuperare quel prestigio sanitario tolto negli ultimi anni con gravi depotenziamenti a livello ospedaliero. I risultati vanno nell’ottica di un’assistenza più vicina alle persone, soprattutto quelle più fragili e anziane, per ricevere servizi senza spostamenti”.

Cosa sono le Case di comunità

Le nuove Case di comunità sono lo strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti, in particolare ai malati affetti da patologie croniche. Strutture fisiche in cui opereranno team multidisciplinari di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialisti, infermieri di comunità, altri professionisti e potrà ospitare anche assistenti sociali. La numerosità deve garantire la presenza capillare su tutto il territorio regionale. Oltre all’integrazione dei servizi sanitari e sociosanitari (per esempio con i Servizi Sociali dei Comuni) all’interno delle CdC va realizzata un’infrastruttura informatica, un punto prelievi e la strumentazione polispecialistica che permetterà di garantire la presa in carico della comunità di riferimento territoriale. Deve essere garantita la continuità assistenziale 24 ore su 24.

Cosa sono gli Ospedali di Comunità

I nuovi ospedali sono strutture di ricovero di cure intermedie che si collocano tra il ricovero ospedaliero tipicamente destinato al paziente acuto e le cure territoriali. Si collocheranno all’interno della rete territoriale e saranno finalizzati a ricoveri brevi destinati a pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica di norma dotati di 20 posti letto (max. 40 posti letto) a gestione prevalentemente infermieristica. La realizzazione deriverà prioritariamente dalla ristrutturazione o rifunzionalizzazione di strutture esistenti quali a esempio strutture ambulatoriali o reparti ospedalieri e, laddove necessario, potranno essere realizzate strutture ex novo.

Cosa sono le Centrali Operative Territoriali (COT)

Le nuovi Centrali operative territoriali sono uno strumento organizzativo innovativo, che svolge una funzione di coordinamento della presa in carico del cittadino/paziente e raccordo tra servizi e soggetti coinvolti nel processo assistenziale nei diversi setting assistenziali: attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere e della rete di emergenza-urgenza. L’obiettivo della COT è quello di assicurare continuità, accessibilità ed integrazione dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria, attraverso un servizio rivolto prevalentemente ad operatori sanitari e socio-sanitari.