Attualità
UNA PARRUCCA CONTRO LA MALATTIA

"Regaliamo i nostri capelli a chi combatte un tumore"

E' la proposta lanciata dalla docente del liceo parabiaghese Cavalleri, Silvana Marzo, agli alunni che frequentano i plessi del territorio

"Regaliamo i nostri capelli a chi combatte un tumore"
Attualità Legnano e Altomilanese, 21 Gennaio 2023 ore 14:00

Una ciocca di capelli per alleviare la sofferenza di chi lotta contro il tumore: la docente del liceo parabiaghese Cavalleri, Silvana Marzo, lancia l'appello agli alunni che frequentano i plessi del territorio.

La proposta della docente Marzo

Un piccolo gesto in grado di fare la differenza. È l’iniziativa proposta alle scuole del territorio da parte della docente del liceo scientifico Claudio Cavalleri Silvana Marzo e che prevede la donazione di una ciocca dei propri capelli alla Banca dei Capelli, una realtà che ha sede in provincia di Bari e rappresenta un valido sostegno ai malati di tumore.

Atteso il via libera della scuola

Tutto è partito da una chiacchierata che l’insegnante ha avuto con la propria parrucchiera, la quale le ha segnalato la possibilità di poter rivolgersi alla struttura barese riuscendo così nell’intento di lenire le sofferenze di chi si trova alle prese con le sedute di chemioterapia. Da qui l’idea di sottoporre questa interessante progettazione ai giovani. La sua proposta, infatti, è al vaglio del preside Simone Finotti e punta ad abbracciare il maggior numero di plessi. Se la proposta dovesse ottenere il via libera della scuola parabiaghese, partirebbe dunque la formulazione di una circolare con la quale si esorterebbero appunto gli studenti a fare la propria parte. Quindi ad essere coinvolti sarebbero, giocoforza, i negozi di parrucchieri presenti sul territorio, i quali non applicherebbero alcun onere aggiuntivo sul prezzo a carico del cliente, fatta eccezione per il taglio stesso.

Il contesto scolastico

«Il Ministero dell'Istruzione ha inserito da anni nel curricolo delle scuole superiori Educazione civica come materia obbligatoria, al pari delle altre materie e cioè con valutazione e inserimento di suddetta valutazione nella media globale di fine anno - ha spiegato la docente nel tentativo di fare da tramite per la realizzazione del progetto - Si tratta di una materia importantissima che non deve risultare avulsa dalla realtà ma al contrario essere messa in pratica, concretamente, fin da ora nella vita di tutti i giorni dagli studenti in modo che diventino cittadini maturi e consapevoli che il loro contributo concreto li inserisce in un contesto di solidarietà a livello mondiale. Il concetto del singolo non esiste se non si incastra nel sociale ed ognuno può mettere il suo mattone per costruire un futuro più positivo ed equanime, dove nessun essere umano debba sentirsi solo ed emarginato. Al di là delle classiche lezioni sulla sostenibilità che servono a preservare l'ambiente dalla distruzione della flora e della fauna, esistono altre, altrettanto lodevoli iniziative nelle quali gli studenti possono mettersi in gioco personalmente e sentirsi fieri del dono di una parte di sé che può aiutare tante persone che soffrono a mantenere integra la propria dignità».

Il progetto si chiama "Contro il cancro mettici la testa"

Il progetto a cui fa riferimento proprio Marzo si chiama «Contro il cancro mettici la testa», che si occupa di raccogliere tutte le donazioni che giungono da qualsiasi parte d'Italia.

«Ci si domanderà come mai così lontano ma la risposta è semplice: si tratta di una delle poche associazioni che se ne occupano in questo Paese - analizza la professoressa - Le ragazze spesso tagliano i capelli semplicemente per un cambio di stile e poi quei capelli vengono buttati via o messi in un cassetto a far polvere, anche tra i maschi esiste sempre più l'abitudine di portare i capelli lunghi, portandoli spesso legati. Promuovere il senso civico degli studenti non significa solo impartire qualche lezione nell'ambito di educazione civica: bisogna che la lezione sia un seme messo in una terra fertile e che quindi possa dare frutto in futuro. In questo modo il frutto sarebbe già pronto ad essere raccolto, grazie a un gesto concreto. Non si tratta di "obbligare" gli studenti a tagliarsi i capelli ma, qualora ne avessero già l'intenzione, diventerebbe un gesto d'amore che ricorderanno sempre e li farà sentire utili, compartecipi della propria realtà. Molti di loro hanno avuto in casa una madre o una parente malata di tumore che ha avuto bisogno di una parrucca per proseguire con dignità il proprio percorso già abbastanza doloroso e quindi sanno bene quanto è importante un gesto simile».

"Sto dando il  buon esempio facendo crescere i miei capelli: donerò in prima persona"

Personalmente, dice, «sto dando l'esempio e mi sto facendo crescere i capelli apposta per donare in prima persona, dato che ogni docente che si rispetti viene sempre visto come una guida e come tale deve essere il primo a mettersi in gioco. Credo che, in attesa che il mio dirigente scolastico diffonda questa bella iniziativa nella nostra scuola, è comunque fondamentale che tante, sempre più numerose scuole ne vengano a conoscenza perché, come detto, in Lombardia non esistono enti che la promuovano».

Le coordinate per la Banca dei capelli

Sul sito www.bancadeicapelli.it è possibile evincere tutte le informazioni su lunghezza minima dei capelli e parrucchieri aderenti all'iniziativa.

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