Interventi dopo la formazione di due crepe

Morimondo, il punto sui lavori alla chiesetta di Fallavecchia

Dopo la formazione di due crepe sulla facciata, l'intervento urgente per la messa in sicurezza: “Edificio stabile, prosecuzione del recupero in tre fasi”

Morimondo, il punto sui lavori alla chiesetta di Fallavecchia
Attualità Magenta e Abbiategrasso, 10 Luglio 2021 ore 15:30

Dopo la formazione di due crepe sulla facciata, l'intervento urgente per la messa in sicurezza: “Edificio stabile, prosecuzione del recupero in tre fasi”

Morimondo, il punto sui lavori alla chiesetta di Fallavecchia

Morimondo con il fiato sospeso per la chiesetta di San Rocco nella frazione di Fallavecchia. Due crepe piuttosto significative si sono infatti formate sulla facciata della struttura, nel corso dei lavori di restauro dell'oratorio promossi dalla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda dell’ospedale Maggiore di Milano con risorse provenienti da un bando di Regione Lombardia. Il restauro, che nei mesi scorsi aveva portato al recupero di alcuni antichi affreschi e che è finalizzato a rendere la chiesetta nuovamente fruibile dal pubblico, era entrato nelle fasi conclusive, quelle più delicate. I lavori preparatori per l'ultima fase si sarebbero dovuti concludere proprio questo lunedì. Ora invece la priorità è divenuta quella di sostenere e rafforzare la facciata per evitare il rischio di un rovinoso crollo.

Lanzarini (Fondazione Patrimonio Ca'Granda): “Scongiurato il rischio di crolli”

Fa il punto il direttore generale della Fondazione Achille Lanzarini: «Le mura dell'edificio sono state edificate originariamente facendole poggiare sul terreno, senza vere e proprie fondamenta. La Sovrintendenza aveva approvato il nostro intervento volto in particolare a mettere in sicurezza la facciata, che poggia su un terreno sabbioso e che si stava spostando sempre di più». Il progetto era dunque proprio quello di rendere più stabile l'intero edificio andando a creare delle fondamenta, per evitare un crollo complessivo che sarebbe stato solo questione di tempo, dato il graduale movimento in avanti della facciata. Una fase che i progettisti sapevano essere delicata, ma necessaria. L'intervento ha infatti smosso parzialmente il terreno sabbioso su cui poggiava la facciata, nonostante le diagnostiche non lo prevedessero, provocando le crepe. Era stata tuttavia opportunamente creata una «rete di protezione»: «Le pareti erano state preventivamente incatenate – spiega Lanzarini – Per questo la facciata ha tenuto. Dopo quanto avvenuto, l'abbiamo ulteriormente puntellata, e non ci sono stati ulteriori movimenti. Ora è stabile e il rischio di crolli è scongiurato».

La prosecuzione dei lavori in tre step

Nello scorso fine settimana il direttore dei lavori ha messo a punto il piano per la definitiva messa in sicurezza, che mercoledì ha ottenuto il via libera dalla Sovrintendenza subordinato ad alcune piccole modifiche. Il progetto aggiornato sarà pronto entro questo lunedì, con la ditta esecutrice che sta già provvedendo a acquistare i materiali. Tra il 20 ed il 26 luglio l'impresa tornerà dunque ad operare sulla struttura della chiesetta. «Si procederà in tre step – conclude Lanzarini – Dapprima saranno posate nuove catene per legare ulteriormente la parte inferiore della facciata alle altre pareti. Poi si interverrà sulle lesioni con un intervento di "cuci e scuci". A quel punto si potranno finalmente completare le sottomurazioni». Seguirà quindi il capitolo delle finiture, con la ri-posa del pavimento, l'impianto elettrico e il consolidamento degli intonaci. «Senza ulteriori imprevisti, l'obiettivo è di inaugurare a settembre, riaprendo l'oratorio restituito alla cittadinanza».

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