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Marco Iacoviello è il primo italiano a varcare la soglia di Wall Street

Marco Iacoviello, 26 anni di Rho, nel 2020 ha lasciato l’Italia per volare a Dubai: ora è il primo italiano a entrare a Wall Street.

Marco Iacoviello è il primo italiano a varcare la soglia di Wall Street
Attualità Rhodense, 03 Settembre 2022 ore 17:30

Si chiama Marco Iacoviello il rhodense di soli 26 anni che, con il suo socio e amico Matteo Talarico, nel 2020 ha lasciato l’Italia per volare a Dubai con un sogno nel cassetto: lavorare nella finanza. Poche settimane fa i due amici sono stati i primi trader italiani a varcare la soglia di Wall Street.

Il rhodense Iacoviello è il primo italiano a entrare a Wall Street

Marco e Matteo sono i fondatori dell’azienda Og Group Fz LLe attraverso la quale si dedicano con passione, competenza e rigore alla formazione finanziaria affiancando i loro clienti passo dopo passo nello studio delle analisi di mercato. Un campo in via di sviluppo anche nel nostro paese, dove l’attenzione al risparmio e agli investimenti è diventata un modo per integrare i propri profitti.

Marco, sono passati due anni dal vostro trasferimento a Dubai. Quante cose sono cambiate?

«Tutto! A partire dalla posa della prima pietra della nostra azienda con piattaforma online OG Trading & Investimenti. Trasferendoci a Dubai abbiamo iniziato a conoscere una realtà totalmente differente da quella Italiana. All’estero amano investire, creare impresa e business».

Avete ampliato i vostri contatti?

«Assolutamente sì. Siamo giovani e in Italia c’è molta diffidenza rispetto agli Stati uniti o a Dubai dove invece la nostra età è considerata una marcia in più. Nel nostro paese un 26enne è appena uscito dall’università e viene etichettato come ‘quello che deve imparare’».

Quanto è difficile farvi «spazio» nel mondo della finanza?

«È un settore molto complesso dove l’educazione finanziaria è molto scarsa. È difficile ‘spiccare il volo’ in questo settore, per questo è fondamentale trasmettere la propria passione per la materia. A sedici anni sia io che Matteo eravamo già appassionati di finanza. All’inizio era un gioco che poi negli anni si è trasformato in qualcosa di serio fino ad arrivare a quello che facciamo adesso».

Il trading è un campo che si sta sviluppando sempre di più, come vi state «attrezzando» per essere più competitivi?

«Durante la settimana organizziamo molte live proprio per stare a contatto con i nostri clienti commentando grafici e schermi condivisi in modo da poter operare insieme a loro. Condividere tutta la parte pratica davanti ai mercati finanziari porta ad avere ottimi risultati. Mostriamo in primis quello che facciamo noi proponendo i nostri movimenti. Stiamo inoltre continuando a creare dei corsi online nel nostro sito. Per essere competitivi bisogna essere in continuo aggiornamento. Non bisogna mai mollare».

"Cosa signifca entrare a Wall Street"

I due hanno poi continuato a rispondere alle domande.

Siete la prima azienda italiana di trading a essere entrata a Wall Street. Cosa vuol dire?

«Siamo riusciti a presenziare all’apertura della borsa grazie ad alcuni componenti del gruppo di trader che abbiamo fondato poco dopo ed essere arrivati a Dubai. Con alcuni di loro sono nate delle collaborazioni che hanno portato a grandi dimostrazioni di stima. L’ingresso a Wall Street è una di queste».

In quanti siete in questo gruppo?

«Circa una ventina da tutto il mondo. È importante avere dei contatti direttamente sul posto che possano dare una fotografia reale dei mercati locali».

Vi incontrate o collaborate solo online?

«Cerchiamo di organizzare dei meeting durante l’anno dove confrontarci e conoscerci meglio. L’ultimo è stato a Cipro».

Ho visto sui vostri social un post con il ‘trader più fotografato di Wall Street’ Peter Tuchman. Lo conoscete?

«Lo abbiamo incontrato a Wall Street. Siamo riusciti a spiegargli quello che facciamo e lui è rimasto molto colpito dal nostro entusiasmo e dal nostro modello di business. Il giorno dopo ha voluto rivederci per presenziare insieme al suono della campanella di apertura dei mercati americani».

Lo rivedrete?

«Stiamo già organizzando una collaborazione con lui in Italia oltre al progetto di portare dei suoi contenuti sul portale dei nostri corsi. A metà settembre inoltre presenzierà in collegamento web alla conferenza che terremo a Rimini».

Qual è il target dei vostri clienti?

«Varia dai 30 ai 50 anni. Imprenditori, ragazzi, famiglie. Spesso persone con già un lavoro stabile, attratte dal mondo della finanza, ma che vogliono ‘arrotondare’ a fine mese».

Marco, ti posso «strappare» un consiglio per risparmiare?

«Un’idea potrebbe essere avere un conto corrente dedicato al risparmio senza bancomat, assegni o carte di credito. A inizio mese il primo bonifico da fare dovrà essere su questo conto in modo da non toccare nessuna somma per il tempo necessario a quanto si vuole raggiungere».

E uno per guadagnare?

«Investire i soldi risparmiati senza fare le cose né a caso né da autodidatti, ma affidandosi a dei professionisti».

(Nella foto di copertina da sinistra Marco Iacoviello e Matteo Talarico)

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