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Arluno

Lotta col tumore a colpi di... pennello

Cristina Tichitoli ha 39 anni: «Il colore mi aiuta a non pensare alla mia malattia».

Lotta col tumore a colpi di... pennello
Attualità Magenta e Abbiategrasso, 23 Maggio 2021 ore 12:50

«Il colore mi aiuta a non pensare alla mia malattia». Quella di Cristina Tichitoli, 39enne arlunese, è una storia di coraggio e di arte come salvezza. Alla fine di agosto le sono state diagnosticate diverse metastasi al fegato. Dallo scorso autunno Cristina si sottopone alla chemioterapia in maniera costante.

Lotta col tumore a colpi di... pennello

Ma al suo terribile male risponde soprattutto a colpi di pennello e tavolozza. Con quadri, collage e sculture che si rifanno alla Pop art, e grazie a un talento affinato negli anni a Milano tra liceo artistico e studi di grafica pubblicitaria, ha deciso di non arrendersi al tumore e dare sfogo alla propria creatività: «Non ero ancora diventata l’artista che volevo essere. Mi sono detta che la mia vita non è finita, perciò mi sono buttata».

Un calvario iniziato in estate

La travagliata storia di Cristina, che da ormai 17 anni lavora come segretaria in un’attività dedita alle revisioni e alle vendite d’auto, comincia la scorsa estate in piena emergenza pandemica: «Ho avvertito forti dolori allo stomaco e non capivo se fosse il mio tipo di alimentazione o altro a scatenarla. Ho provato diverse cure verso luglio, ma si sono rilevate inefficaci e una mi ha pure provocato vomito e giramenti di testa. Tra fine luglio e inizio agosto ho patito un dolore atroce, non mi passava con nulla. Un episodio in particolare l’ho vissuto in vacanza a Livigno: durante un aperitivo in cui ho consumato due analcolici, e in generale avevo iniziato da tempo a mangiare nel modo più sano possibile, non riuscivo a stare in piedi dal male».
L’ultima settimana di agosto, insieme al proprio compagno, si è recata da un amico gastroenterologo di Bareggio a Lecco, dove è primario all’ospedale Manzoni: «Ho fatto un’ecografia e una gastroscopia. Non scorderò mai l’immagine di quei segni neri sulla macchinetta durante l’esame: erano metastasi al fegato. Mi hanno ricoverata, fatto tutti i test necessari tra cui quello per il Covid e diagnosticato un tumore maligno al fegato. Io però non ci volevo ancora credere».

Non si è mai data per vinta

Il 3 settembre Cristina ha iniziato a fare la chemioterapia (che procede con ottimi risultati), abbinando la cura a farmaci biologici che vanno a ridurre e aggredire il tumore. In quell’autunno difficile non si è data per vinta: «Tutto questo mi ha buttata giù, ma ho usato il tempo per dipingere. Creavo con la mente, sentendomi libera, con colori vivaci. Ho dipinto personaggi vari in stile Lego e con numeri e lettere di targhe di auto da rottamare ho realizzato diverse opere». Che la gente richiede dopo averla vista in azione sui social: «Crys_artist» su Instagram, «Crys Tichitoli» su Facebook. «Una signora mi ha chiesto di ravvivare con la mia arte un’opera che aveva ricevuto in dote», racconta.

Entro l'anno farà una personale

A giugno Cristina dovrebbe tornare al lavoro, ma non abbandona le sue aspirazioni: «Collaboro già con due gallerie e devo fare una personale entro quest’anno. Inoltre quest’anno, Covid permettendo, parteciperò ad Arte Padova, evento per artisti emergenti con opere sotto i 5.000 euro di valore». A questa straordinaria forza mentale si abbina il legame con la famiglia: «Fabio, mio compagno da 14 anni, i miei genitori, mia sorella, il mio bimbo Alessandro di 5 anni. Si sono fatti in quattro per me, a loro devo tutto».