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Legnano

L'arcivescovo celebra il restauro del Santuario

L'arcivescovo di Milano visita il Santuario della Madonna delle Grazie

L'arcivescovo celebra il restauro del Santuario
Attualità Legnano e Altomilanese, 15 Maggio 2021 ore 13:46

Monsignor Delpini a Legnano per celebrare la conclusione dei lavori di restauro del santuario della Madonna delle Grazie.

Monsignor Delpini a Legnano

La visita dell'arcivescovo è avvenuta ieri, venerdì 14 maggio 2021. Ad accogliere la guida della Chiesa ambrosiana, che ha celebrato la Messa alle 18.30, sono stati il prevosto della città monsignor Angelo Cairati e i sacerdoti della parrocchia di San Magno. Quest'ultima è stata impegnata per mesi nei lavori al santuario, per restituire decoro e piena sicurezza sia alla chiesa che al giardino con le 15 cappelle del Rosario.

Le parole dell'arcivescovo

"Questo santuario dice "Venite". E' un invito per la gente che passa per andare al cimitero, per chi cerca un momento di silenzio per sfogare una pena, affidare un'intenzione, affrontare qualche domanda che inquieta, qualche paura che paralizza, qualche tristezza che rende greve la giornata. "Pregate": ecco la prima parola che Maria dice da questo Santuario. Per imparare a guardare voi stessi e la vita con uno sguardo di fede. Per sperimentare la comunione con il Padre, per opera di Spirito santo. Perché senza la preghiera si rischia di pensare il tempo con un insensato succedersi di cose da fare a da subire e non si riesce a riconoscere che la vita è vocazione. Senza la preghiera la vita appare come una destinazione a morire, a perdersi nel nulla. Il cuore umano ha sete di infinito, e noi tutti siamo finiti. Pregate per le persone amate perché voi sperimentate che tutto l'amore che avete per il marito, la moglie, il figlio, la figlia, non può bastare per renderle felici. Pregate che anche i loro cuori si aprano ad accogliere l'amore di Dio, Perché ci sono momenti della vita in cui bisogna prendere decisioni importanti e non bastano il buon senso e il suggerimento dell'opinione corrente, c'è bisogno di una sapienza che viene dall'alto. La seconda parola che la madre di Gesù ci dice da questo santuario è "Sperate". Il santuario è un messaggio, per chi entra e prega, per chi passa e pensa, per chi fa domanda e ascolta la risposta. In Maria si trova il compimento e nei credenti la vita da percorrere. Ecco perché esiste la Chiesa, ecco perché esistono i cristiani: per dire alla gente di tutti i tempi e di tutti i luoghi "Sperate". Siete fatti per essere figli di Dio, siete fatti per essere partecipi della sua vita, perciò sperate. Ricordatevi che tutti devono morire, ma ricordatevi soprattutto che tutti siete chiamati a risorgere. Sperate, anche se talora vi sentite scoraggiati: continuate a guardare avanti con fiducia perché l'esito di tutto non sarà il fallimento o la Gloria. La terza parola è "Andate": le porte del santuario sono aperte per entrare ma anche per uscire. Andate, avete una vita da vivere, un servizio da rendere, un cammino da compiere per entrare nella Terra promessa. Non abbiate paura: il tempo è occasione da vivere, anche se ci sono tempi buoni e tempi grami. Gesù è sempre nella sua Chiesa, è sempre con voi fino alla fine dei tempi".
Ad ascoltare le parole di monsignor Delpini, che ha voluto esprimere "gratitudine per tutti coloro che hanno contribuito ed eseguito i lavori per lavori per assicurare solidità e recuperare bellezza a questo santuario", c'erano anche le autorità cittadine, con in testa il sindaco Lorenzo Radice, e i fedeli che si sono prenotati per tempo (la celebrazione infatti era aperta al pubblico, ma a numero chiuso per rispettare la normativa anti Covid): al termine della Messa, l'arcivescovo si è trattenuto con loro nel giardino.