Attualità
Magenta

"La nostra sarà una famiglia missionaria a km 0"

Il noto manager abbraccia una proposta della Diocesi.

"La nostra sarà una famiglia missionaria a km 0"
Attualità Magenta e Abbiategrasso, 24 Ottobre 2021 ore 09:46

Lui, Beppe Viola, manager di successo, lei, Monica Garanzini, infermiera.
Due figli, Lorenzo e Stefano. Una famiglia unita, come tante, che ha sentito il bisogno di aprirsi, di fare un’esperienza di condivisione con gli altri.
La coppia di magentini fa parte del gruppo diocesano di Milano «Famiglie Missionarie a Km 0» e da sabato scorso si è trasferita da Magenta a Rozzano per vivere nella Comunità pastorale «Discepoli di Emmaus» per cinque anni. Una famiglia in parrocchia? «Proprio così – spiegano Beppe e Monica - Risiederemo nell’oratorio di Sant’Ambrogio, con incarichi al servizio della comunità pastorale, mantenendo la residenza a Magenta, città che custodisce i nostri affetti e che ci ha aiutati a maturare la scelta missionaria».

"La nostra sarà una famiglia missionaria a km 0"

Dopo 26 anni di matrimonio, questa nuova avventura, che la coppia considera «un dono che nutre la nostra vita e alimenta le relazioni fraterne e amicali» dicono all’unisono. Il loro primo compito a Rozzano, paese con un tessuto sociale variegato e spesso problematico, sarà quello della presenza: una famiglia tra famiglie sulla soglia, con uno stile di accoglienza e apertura a chi bussa alla porta, soprattutto a chi si sente lontano dalla comunità cristiana, ma anche per chi vive già la vita parrocchiale più o meno intensamente.
Beppe, Monica, Lorenzo e Stefano manterranno le loro occupazioni giornaliere di lavoro, casa e studio, ma spiegano: «Sappiamo che due chiacchiere e una tazzina di caffè possono alzarne verso il cielo l’aroma, il profumo e la voglia di conoscere e crescere insieme nella fede, coltivando quelle relazioni belle che rendono vere le comunità cristiane di oggi».

La serata

Mercoledì sera i coniugi Viola erano presenti, insieme ad un’altra coppia di missionari a km 0, al rosario missionario nella chiesa di San Giovanni e San Girolamo a Magenta, dove hanno rivolto un pensiero alle due comunità di Magenta e Rozzano: «La nostra gratitudine a Magenta, per un cammino di vita iniziato e condiviso per tanti anni, fatto di piccoli e grandi doni, offerti dal Signore quotidianamente, bussando a volte nel cuore della notte alle porte delle nostre diverse vite. A Rozzano chiediamo di accoglierci come amici: pane e amicizia sono necessari per vivere bene. La Chiesa è il luogo dove Dio ha deciso di rispondere alla Storia con la presenza di persone comuni, non con idee geniali o azioni sensazionali, ma con la vita di tanti Cristiani, spesso dal volto umile, a volte affaticato, ma sicuramente tenaci e coraggiosi». La tazzina di caffè offerta da Monica, diventa un logo e firma la lettera che loro hanno scritto alla Comunità pastorale per spiegare il progetto e si fa simbolo di apertura e accoglienza nell’avventura missionaria a km 0 di questa famiglia magentina.