La ripartenza del Perini

La Fondazione Restelli è la prima in Italia che offre il servizio «Dopo di noi»

Numerosi progetti studiati per le persone della terza età e non solo...

La Fondazione Restelli è la prima in Italia che offre il servizio «Dopo di noi»
Attualità Rhodense, 16 Giugno 2021 ore 11:11

La Fondazione Restelli è la prima in Italia che offre il servizio «Dopo di noi, un progetto che vede la Rsa di Rho prima in Italia a proporre un servizio mirato come questo.

La Fondazione Restelli è la prima in Italia che offre il servizio «Dopo di noi»

Dalle video chiamate con i parenti alla stanza degli abbracci, fino al ritorno alla normalità con gli incontri tra famigliari e ospiti ricoverati: è una ripartenza anche per le Rsa quella che stiamo vivendo in queste settimane, compresa la Perini.
«Abbiamo finalmente riaperto alle visite, ovviamente adottando protocolli per la sicurezza che devono essere rispettati - spiega il presidente della Fondazione Restelli Angelo Garavaglia - La prima cosa per noi è la tutela dei nostri ospiti. Da mesi non abbiamo più nessun caso, ospiti e operatori sono vaccinati e periodicamente si sottopongono ai tamponi di screening. Per questo gli ingressi dall’esterno sono “controllati” e nel massimo rispetto dei protocolli». Una ripartenza con tanti progetti quella della Fondazione Restelli. «Uno dei servizi che stiamo rafforzando è quello dell’assistenza domiciliare dedicata alla terza età: ci sono ancora molte persone anziane che possono essere aiutate anche a casa, senza necessariamente ricorre subito al ricovero nella Rsa - racconta Garavaglia - Stiamo anche rafforzando la Rsa Aperta e implementando il Progetto Casa Leggera con la costruzione di 10 nuovi alloggi protetti che, entro fine anno, andranno ad aggiungersi ai 42 già esistenti. Alloggi ovviamente collegati alla casa di riposo e ai suoi servizi, ma con il plus di mantenere la propria autonomia».
Ma il progetto più importante che i dirigenti della Fondazione Restelli stanno portando avanti è quello denominato «Dopo di noi», un progetto che vede la Rsa di Rho prima in Italia a proporre un servizio mirato come questo. «Dopo di noi - afferma Garavaglia - è un progetto studiato per le famiglie con figli disabili ormai adulti. La domanda che spesso e volentieri queste famiglie si fanno è cosa sarà dei propri figli quando i genitori saranno deceduti. All’interno del nuovo edificio, che farà presto parte del complesso della Fondazione realizzeremo un piano interamente dedicato a queste persone e ai loro bisogni di autonomia e, nello stesso tempo, di cura. Una “casa” in grado di accoglierli e seguirli passo passo. Ma non solo: al secondo piano di questo nuovo edificio realizzeremo un’altra casa dove ospitare persone con disabilità meno grave, coloro che ogni giorno si recano nelle varie cooperative sociali della zona per lavorare».
Se questi due importanti progetti potranno essere realizzati una volta ultimata la palazzina, il terzo progetto studiato per la ripartenza prenderà il via nelle prossime settimane. «Abbiamo pensato di aprire la nostra casa di riposo nei mesi estivi - dice il presidente - Il progetto è rivolto ai parenti delle persone della terza età che li hanno in carico e desiderano prendersi un periodo di vacanza. Famigliari che potranno accreditare i loro parenti presso la nostra struttura sia per alcune settimane che per tutto il mese della loro vacanza. Una volta rientrati potranno riportare il loro parente a casa oppure decidere se lasciarlo in casa di riposo. Non si guardi a questo come una colpa, anzi: dopo un periodo così duro e così lungo, sentire il bisogno di un periodo di sollievo per poi tornare a offrire un’assistenza migliore ai propri cari è del tutto normale».
Tra i tanti progetti per questa ripartenza dopo il Covid c’è anche quello di gestione delle persone che, una volta dimesse dai reparti di degenza degli ospedali arrivano in casa di riposo dopo un periodo di riabilitazione (sempre in ospedale). «Stiamo parlando del 30% delle persone che arrivano da noi - conclude il presidente della Fondazione Restelli Angelo Garavaglia - Quella che fanno è una trafila “assurda” una volta dimesse dal reparto di degenza: queste persone potrebbero arrivare direttamente da noi e iniziare un percorso con il nostro personale. Mi rendo conto che questo non è un progetto facile ma siamo convinti che riusciremo a portarlo a termine».