Attualità
DOPO L'INCIDENTE

Il parabiaghese Alessandro Colombo verso l'intervento più delicato

Il 49enne, padre di tre figli, dovrà subire l'amputazione della gamba sperimentando una tecnica innovativa

Il parabiaghese Alessandro Colombo verso l'intervento più delicato
Attualità Legnano e Altomilanese, 09 Aprile 2022 ore 12:00

Alessandro Colombo, 49 anni, parabiaghese dovrà sottoporsi a un intervento di amputazione a seguito di un incidente. Ma lo farà con una tecnica innovativa in grado di sconfiggere la «sindrome dell’arto fantasma». Una scelta tanto sofferta quanto costretta. Per attenuare il dolore e tornare a vincere le sfide della quotidianità e, magari, togliersi qualche soddisfazione personale.

Dall'infortunio all'intervento

Il riferimento è all’intervento di amputazione cui sarà sottoposto nel mese di giugno Alessandro Colombo (49 anni), padre di tre figli, ex carabinieri paracadutista reduce da un grave incidente motociclistico che a 23 anni gli procurò una invalidità alla gamba sinistra. Un avvenimento che ha sconvolto i suoi paradigmi ma che non ha inficiato sulla sua forza, grinta e determinazione. Tutti ingredienti che ha saputo trasformare in opportunità: «Con impegno e forza di volontà ho ricostruito la mia vita intorno allo sport entrando nella Nazionale Italiana di Ciclismo disabili e successivamente ho partecipato a numerose gare internazionali di Paratriathlon conquistando numerosi podi fra cui un Bronzo Europeo - racconta Alessandro -. Nel 2015 ho deciso di lasciare l'attività agonistica e oggi sono in prima linea nella formazione aziendale, relazione d'aiuto e mental coaching».

Le complicazioni

A complicare le cose, però, è stata «l'insorgenza di un forte dolore che riduce sensibilmente la qualità della mia vita quotidiana. Dolore che mi ha spinto verso l'intervento di amputazione trans-tibiale della gamba sinistra».  Smettere di praticare attività sportiva ha rappresentato per lui una brusca frenata. «Lo sport teneva a bada la mia gamba. Era una sorta di riabilitazione continua. Poi, nel 2019, ho raddrizzato la gamba tramite un altro intervento che tuttavia non è riuscito. Sono quindi sorte le complicanze che mi hanno portato a prendere questa fatidica decisione».

La prospettiva dell'intervento

Da qui la scelta di affrontare l’intervento. Nelle mani del dottor Alexander Gardetto (chirurgo plastico) coadiuvato dal dottor Thomas Egger (ortopedico) che si occuperà della ricostruzione del ginocchio con l'utilizzo di parti ossee e tendinee prelevate dalla gamba stessa. Colombo sarà il primo paziente a sottoporsi alla tecnica chirurgica Tsr - Targeted Sensory Reinnervation, che elimina il rischio dell'arto fantasma e che verrà eseguita per la prima volta in fase di amputazione e consentirà poi l'applicazione di una nuova tecnologia protesica in grado di ridurre i tempi di riabilitazione e migliorare notevolmente la camminata.

«L’intervento consiste nel prelevare il nervo dalla gamba di scarto per portare la sensibilità del piede sull'esterno della coscia. Avendo la sensibilità del piede, il mio cervello sentirà quello che sarà il mio piede. Contestualmente nella futura protesi sarà inserito un plantare che invierà il segnale alla calza, dando la sensazione della camminata. In pratica il cervello troverà il piede così da avere il tempo di gestire meglio la protesi».

Le iniziative post operazione

Guardando in prospettiva, prosegue, «la fase post riabilitativa sarà dedicata al ritorno all'attività sportiva con l'obiettivo di realizzare un evento/test a un anno dalla protesizzazione allo scopo di verificare e dimostrare l'efficacia del protocollo medico e delle tecnologie utilizzate. Il che si tradurrà in un «Everesting» sul sentiero 500 del Monte di Mezzocorona (Trento), un'ascesa che dovrà compiere un numero preciso di volte consecutivamente, per cui, sommando i metri di dislivello positivo percorsi, è come se idealmente avesse raggiunto la vetta del Monte Everest di 8848 metri. Per fare due calcoli spicci, dice, «dovrò portare a termine 14 ascese».

Attivata la raccolta fondi: ecco come donare

La molla arriva dalla sua volontà di «mettere a disposizione questa esperienza di tutti coloro che si trovino ad affrontare un'amputazione e perché solo con la ricerca e la sperimentazione si possono generare nuove opportunità di vita». C’è dunque la possibilità di compiere un gesto solidale nei suoi confronti: una donazione per il duplice intervento che lo attende: da una parte la nuova tecnica Tsr, dall’altra quella inerente alla protesi. Tutte le coordinate sono disponibili sul sito www.retedeldono.it, nella sezione «Tagliato per vivere». Uno spazio dove viene riassunta la sua esperienza. Che presto approderà ad uno stadio avanzato, inedito e tutto da scoprire. Nel frattempo, è il morale a fare la differenza, come lui stesso ammette:

«Tutti nella vita attraversiamo momenti di difficoltà, di crisi. Ma l'idea di creare momenti divulgativi all’insegna delle tecniche di chi, come me, vive la stessa situazione significa andare oltre, darsi un progetto, un obiettivo. Se mi fermassi all'amputazione andrei in crisi. Non conta il passato ma il futuro. E conta, soprattutto, la fiducia, quella che nutro in me stesso e nelle persone di cui mi sono circondato. Data la mia condizione, ho dovuto costruire relazioni. Relazioni che sono lo specchio di quanto ho seminato. Tutto ciò ci deve insegnare come ci sia sempre la possibilità di cominciare a scrivere qualcosa di bello».

E il suo «grazie», giocoforza, è indirizzato al presidente di Abilitando Onlus, Paolo Robutti, e al sindaco di Mezzocorona Mattia Hauser.

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