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DIBATTITO SULLA MOSCHEA

Il Comitato per Castano "smaschera" il piano moschea

Il nuovo luogo di culto dovrebbe trovare collocazione in via Cermenati

Il Comitato per Castano "smaschera" il piano moschea
Attualità Legnano e Altomilanese, 16 Luglio 2022 ore 11:34

In via Cermenati è prevista la realizzazione di una moschea. Il Comitato per Castano, però, dopo aver “smascherato” il piano della Giunta, esprime indignazione: «Noi tenuti all’oscuro di tutto».

L'affondo di Moiraghi e Canziani: "E' mancato il dibattito attorno alla moschea"

E’ mancato il dibattito attorno alla predisposizione di una nuova struttura religiosa, nella fattispecie una moschea, in un immobile di via Cermenati. Ne sono convinti il consigliere comunale Alberto Moiraghi e il presidente Daniele Canziani, entrambi espressione del Comitato per Castano.

Le ragioni del disappunto

Un disappunto, il loro, cominciato durante la conferenza capigruppo che si era svolta a ridosso del Consiglio comunale del 26 maggio scorso, quando, riferiscono, «il sindaco Giuseppe Pignatiello ha terminato la conferenza stessa senza dare avviso ai capigruppo di minoranza del fatto che fosse pervenuta all’Amministrazione comunale la richiesta di nuova attrezzatura religiosa (fatto rilevante per importanza, secondo il Comitato per Castano, considerato, peraltro, che l’ultima attrezzatura religiosa costruita sul territorio Castanese risulta essere la Chiesa/Santuario della Parrocchia Madonna dei Poveri, realizzata a fine anni ’50, oltre 60 anni fa».

Le indagini del Comitato

Sempre nella stessa sede Moiraghi ha chiesto espressamente se fosse giunta, da circa un mese, al protocollo del Comune di Castano Primo, proprio una richiesta di insediamento da parte di coloro che utilizzerebbero gli spazi come luogo di preghiera». Soltanto a quel punto il primo cittadino avrebbe confermato la notizia. Che ha poi portato la civica a vederci chiaro, tramite una duplice richiesta di accesso agli atti pubblici, constatando appunto che «l’Associazione Islamica Castanese aveva individuato immobile in Via Mons. Cermenati da adibire come spazio per insediamento/costruzione di nuova attrezzatura religiosa, ergo moschea, richiedendo tramite istanza protocollata l’8 aprile 2022 la definizione di tale spazio all’interno del Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Castano Primo».

"La decisione stabilita da una variante al Pgt"

Moiraghi e Canziani si sono quindi spinti oltre appurando che, «tramite comunicazione protocollata in data 5 maggio 2022 l’Amministrazione aveva, in seguito, risposto all'Associazione Islamica Castanese in modo interlocutorio, ricordando l’ulteriore contenzioso già in essere con Associazione Madni relativamente ai locali di Via Friuli n. 1, specificando che la definizione di ulteriori spazi (rispetto a quelli attualmente esistenti) destinati al culto sarebbero stati oggetto della variante generale del Piano di Governo del Territorio e avrebbero infine chiesto di riproporre la richiesta tramite apposito canale informatico presente sul sito del Comune stesso specificando nell’oggetto della comunicazione che si sarebbe trattato di un contributo iniziale alla variante di Pgt».

"Vogliamo conoscere le motivazioni che hanno spinto ad autorizzare alla realizzazione della moschea"

Senza necessità di ulteriore accesso agli atti, hanno evidenziato gli stessi, «abbiamo poi appreso che, come da richiesta formulata nel documento di risposta datato 5 maggio 2022 l’Associazione richiedente aveva formalmente re-inoltrato la documentazione, mediante la procedura indicata, in data 17 giugno 2022 e che nella conferenza capigruppo tenutasi in data 7 luglio lo stesso sindaco non aveva minimamente accennato al fatto che l’Associazione Islamica avesse riproposto analoga istanza, ma soprattutto non avesse ritenuto di informare i gruppi consiliari di minoranza circa le riflessioni/valutazioni che, siamo convinti, inevitabilmente l’Amministrazione da lui guidata sta effettuando o ha già effettuato riguardo a una questione di così grande importanza».

Le conclusioni della civica

Un ragionamento che si è concluso quindi in questa maniera: «A oltre 3 mesi dall’aver appreso della volontà di procedere alla costituzione di una struttura religiosa, interroghiamo il primo cittadino al fine di conoscere quali valutazioni in merito a tale richiesta siano state sin qui effettuate e quali considerazioni l'ufficio Tecnico comunale abbia espresso rispetto alla possibilità di insediamento di una moschea nel contesto circostante segnatamente in merito a viabilità, logistica nonché compatibilità della struttura rispetto all’ambito residenziale del quartiere».

 

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