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Mesero

Il capogruppo non va in Consiglio: "Non ho il Green pass"

Damiano De Biasi è un "no vax". "Per il futuro? Spero cambino le regole".

Il capogruppo non va in Consiglio: "Non ho il Green pass"
Attualità Magenta e Abbiategrasso, 11 Dicembre 2021 ore 08:20

Nessuno dei due ha preso una decisione. Sia il sindaco di Mesero Davide Garavaglia che il consigliere di maggioranza Damiano De Biasi hanno per il momento buttato la palla in corner, per usare una espressione calcistica, con la speranza che il tempo o il finale benigno della pandemia risolva la situazione.

Il capogruppo non va in Consiglio: "Non ho il Green pass"

Non è un mistero che De Biasi sia un convinto no vax e no green pass. E’ passato non molto tempo dal confronto sviluppatosi pubblicamente anche sui social tra il capogruppo di maggioranza e il suo collega di lista e amico Matteo Pagani su un tema che coinvolge mezzo mondo. Chi vuole il vaccino e chi lo disapprova, le scuole di pensiero, ognuna con le proprie convinzioni, si contrappongono. Il caso meserese è emerso nell’ultimo Consiglio comunale. Vietato l’accesso al pubblico per ragioni di sicurezza sanitaria in sala consiliare, ma trasmesso per i patiti della politica amministrativa in diretta streaming, i consiglieri e assessori, per accedere, dovevano esibire il green pass al sindaco. Damiano De Biasi non si è presentato all’appello. Il motivo era evidente, ammesso anche dall’interessato: «Ero sprovvisto di green pass, pensando che fosse una richiesta provvisoria».

"In futuro spero cambino le regole"

Se ad ogni Consiglio si richiederà il documento, come si comporterà nelle prossime sedute? «Non ho ancora una soluzione ed è un fatto che andrà valutato con il sindaco – dice con tono serio in quanto non ha deciso ancora il suo comportamento  –  Da una parte, indipendentemente da quanto si dice, io ritengo giusto il mio pensiero e dall’altra la presenza è necessaria soprattutto con la mia veste di capogruppo. Con il sindaco troveremo una soluzione».
E il sindaco? «Il prossimo Consiglio comunale sarà convocato a marzo, fra tre mesi l’aria che tira potrebbe cambiare direzione», ha detto Garavaglia. In sintesi, non è il caso di fasciarsi la testa prima di averla rotta. «Adesso è un punto di domanda – conclude il consigliere – Spero che per il prossimo Consiglio la situazione sia mutata».