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MASTERPLAN MALPENSA

I «no» al Masterplan sul tavolo del Pirellone

In settimana in Regione sono arrivate le osservazioni dei sindaci del Castanese. Tutte mirano ad alleggerire l’impatto della Cargo City

I «no» al Masterplan sul tavolo del Pirellone
Attualità Legnano e Altomilanese, 17 Aprile 2022 ore 11:30

I «no» al Masterplan Malpensa sul tavolo del Pirellone. Al centro dell'incontro la difesa della Brughiera e il contenimento del disagio acustico provocato dai voli Cargo notturni.

L'incontro in Regione

Difesa della Brughiera e contenimento del disagio acustico nelle ore notturne. I sindaci del Castanese hanno messo sul tavolo le osservazioni relative al Masterplan 2035, un programma che consiste nell'ampliamento dell'area destinata agli aerei cargo nello scalo di Malpensa. Lo hanno fatto lunedì a Palazzo Lombardia, alla presenza dei rappresentanti di Pirellone e Sea. Grande assente dell'appuntamento è stato tuttavia Enac. Da qui la riflessione del sindaco Giuseppe Pignatiello al termine dell'incontro: «Nella riunione di lunedì abbiamo presentato come Comuni di Castano, Nosate, Robecchetto con Induno, Turbigo e Vanzaghello le nostre posizioni - ha spiegato Pignatiello -. La contrarietà all'utilizzo del territorio della Brughiera quindi i rischi che i nostri cittadini potrebbero subire con l'aumento dei voli nelle ore notturne nella pista di Malpensa. Purtroppo bisogna registrare l'assenza di Enac alla riunione a causa di problemi tecnici. Speriamo di avere un confronto anche con quest'Ente».

"Incontro proficuo,  ma si cerchino alternative per l'espansione della Cargo city"

Un bilancio «positivo» per Pignatiello che ha fatto presente come la strada per arrivare a tutelare gli interessi del territorio sia ancora lunga. A partire, per esempio, dai «no» all’allargamento del sedime aeroportuale a sud, coi primi cittadini che hanno invitato a prendere in seria considerazione l’alternativa per l’espansione della Cargo city in Area 2 e Area 2A, alla salvaguardia della Brughiera di Malpensa e Lonate poiché «una sua distruzione comporterebbe sottrazione di habitat di interesse comunitario; di specie di uccelli e animali in via d’estinzione e, provocherebbe, dopo la procedura di infrazione 2012/4096, un’ulteriore procedura legata a Malpensa con potenziali sanzioni da parte della Commissione europea. Il nodo fondamentale ha a che fare con lo sviluppo dell’area Cargo verso sud all’interno dell’attuale sedime aeroportuale, il quale, hanno aggiunto, «sarebbe già in grado di supportare un aumento del 100% dell’attuale traffico merci, passando dalle attuali 500mila tonnellate annue circa a un milione».

Una limitazione oraria ai voli cargo notturni, la proposta

Nonostante ciò, dicono, «la richiesta di Sea/Enac è di espandere ulteriormente il sedime verso sud di 45 ettari con la costruzione di nuovi capannoni da destinare all’espansione dell’area Cargo per portare il potenziale di sviluppo merci da qui al 2035 fino a un milione 174mila tonnellate annue». Non è mancata poi la richiesta di prevedere una limitazione oraria ai voli cargo notturni, a maggior ragione alla luce di «una proposta di previsione di un più che raddoppiato traffico merci su Malpensa da qui al 2035, cosa che creerebbe sicuramente gravi e ulteriori difficoltà ai cittadini».

L'attenzione per il depuratore di Sant'Antonino

Altro tema messo in evidenza, le acque di scarico del depuratore di Sant’Antonino. Come sicuramente noto,  hanno inoltre spiegato, «i due scarichi terminali del depuratore si trovano nelle loro immediate vicinanze, uno in territorio di Nosate, e l’altro sul territorio di Lonate Pozzolo. Entrambi si gettano nel Canale industriale che prosegue il suo corso su Nosate, quindi Turbigo e Robecchetto per poi arrivare fino in Darsena a Milano. Pur ammettendo un netto miglioramento della situazione generale dell’impianto con la nuova gestione di Alfa, i dati rilevati da Arpa sono spesso fuori tabella. Da qui l’esasperazione della cittadinanza e delle Amministrazioni per quanto attiene il formarsi di schiume maleodoranti lungo il corso del canale. Anche su questo siamo a chiedere garanzie, in quanto il depuratore è recettore degli scarichi di Malpensa».

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