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Coronavirus

Dalla cefalea alla perdita di gusto: gli effetti del Covid sul sistema neurologico

Le parole del neurologo dell’Asst Rhodense, Franco Grassi

Dalla cefalea alla perdita di gusto: gli effetti del Covid sul sistema neurologico
Attualità Rhodense, 27 Maggio 2021 ore 11:23

Dalla cefalea alla perdita di gusto: gli effetti del Covid sul sistema neurologico spiegati dal neurologo Franco Grassi.

Dalla cefalea alla perdita di gusto: gli effetti del Covid sul sistema neurologico

La cefalea, gli stati confusionali, l’astenia, i dolori muscolari, la perdita di gusto e olfatto sono tutte manifestazioni sentinella di una interazione tra Coronavirus e sistema nervoso. Superata la fase acuta, benché si raggiunga una guarigione con la scomparsa del virus dall’organismo, una buona quota di pazienti continua a manifestare sintomi: disturbi di memoria e attenzione, insonnia e ancora cefalea e astenia. Non è ancora ben chiaro il perché persistano i sintomi: la malattia è nuova e anche il mondo scientifico la sta osservando e studiando per la prima volta. Alcuni invocano una condizione di infiammazione cronica latente come causa di queste manifestazioni, altri ipotizzano la possibilità che l’interazione tra il virus e i recettori coinvolti anche nei meccanismi di protezione dal danno ossidativo, alteri le proprietà protettive di questo sistema esponendo alcuni tessuti più di altri al danneggiamento.
Confidando nell’azione preventiva della vaccinazione, unico vero presidio attuale per tentare di eradicare l’infezione a livello globale, la sfida che si presenterà alla medicina nel prossimo futuro, sarà appunto quella di valutare i possibili e ancora insondabili danni a distanza dell’infezione. Il monitoraggio della popolazione dei soggetti guariti e la sensibilizzazione della popolazione a tali problematiche è ormai considerato in ambito scientifico come il problema emergente a cui destinare una parte delle risorse.

Le parole del neurologo Franco Grassi

“La pandemia da Covid 19 è un’ attuale emergenza medica e socioeconomia – spiega il neurologo dell’Asst Rhodense, Franco Grassi -  Il Coronavirus per infettare le cellule del nostro organismo riconosce come porta d’ingresso un recettore la cui localizzazione nei tessuti è diffusa e ciò rende ragione di come nessun organo vitale del nostro corpo sia risparmiato. Benché i polmoni rappresentino il bersaglio primario dell’infezione, l’apparato cardiovascolare e il sistema nervoso sono due altri importanti coprotagonisti sia nella fase acuta di malattia che di quella cronica. Nella fase acuta è stato osservato un ampio spettro di malattie a carico del sistema nervoso: dall’ictus, secondario a una infiammazione dei vasi e una attivazione massiva dei meccanismi coagulativi, alla encefalite, successiva a ingresso diretto del virus nel cervello, fino ad una patologia infiammatoria delle radici dei nervi periferici caratterizzata da paralisi motoria a carattere progressivo”.