Un talento scoperto per caso

Cieco e campione di bowling: «Il mio “strike” alla disabilità»

Andrea Ferrario, 44enne di Parabiago che si allena a Nerviano con Roberto Primavera, a ottobre parteciperà ai campionati nazionali.

Cieco e campione  di bowling: «Il mio “strike” alla disabilità»
Attualità Legnano e Altomilanese, 28 Agosto 2021 ore 11:30

Cieco e campione di bowling: è il parabiaghese Andrea Ferrario.

Cieco e campione di bowling: la bella storia di Andrea

Quarantaquattro anni, ex calciatore, non si era mai cimentato prima in pista. Ha iniziato nel 2017, quasi per scherzo, durante una serata tra amici e ha scoperto un talento inaspettato. Ora lo attendono i campionati nazionali nella categoria «Tris maschile» (competizione a squadre composte da tre persone) dopo essersi qualificato con la Bc Nerviano al quarto posto con 3.510 punti su un totale di 98 partecipanti. È lo stesso Andrea a raccontare come è arrivato sin qui, partendo dal suo handicap: «Sono diventato cieco a 33 anni a causa di un trombo partito dagli arti inferiori e arrivato a livello cerebrale fino a provocarmi danni al nervo ottico. All’epoca ero un artigiano e lavoravo nel settore calzaturiero qui a Parabiago e avevo sempre fatto sport, giocando nelle giovanili della squadra di calcio del Parabiago. Ho dovuto ricominciare un’altra vita in questi anni».

Quella sera a Nerviano che gli ha cambiato la vita

Fino a quella sera di quattro anni fa: «Andai al bowling di Nerviano con degli amici dopo una cena. Sono andato sulla pista, ho fatto un po’ di tiri con primi risultati del tutto scarsi. Poi mi ha notato Roberto Primavera, socio fondatore e titolare della struttura nervianese. Mi chiese di dargli fiducia perché mi avrebbe fatto diventare un giocatore a tutti gli effetti. Ho accettato di buon grado, mi sono subito trovato bene. Ci siamo allenati minimo tre giorni a settimana, sacrificandoci a vicenda per ottenere qualcosa di buono». Andrea ringrazia infine «il bowling di Nerviano e Roberto perché hanno creduto in me, facendomi scoprire di saper fare qualcosa che mai avrei immaginato prima». Anche Primavera rivolge belle parole al suo pupillo Andrea: «Sono stato sette volte campione italiano e una volta campione d’Europa, ma è con lui che ho vinto la medaglia più bella. È come una seconda famiglia».

 

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