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Asst Ovest Milanese

Cardiologia: un’operazione salvavita al giorno pure in pieno Covid

Numeri da primato per gli interventi di angioplastica primaria negli ospedali di Legnano e Magenta: nel 2020 sono stati 367, con un aumento del 20% rispetto al 2019.

Cardiologia: un’operazione salvavita al giorno pure in pieno Covid
Attualità Legnano e Altomilanese, 01 Agosto 2021 ore 18:44

Cardiologia interventistica: l'Asst Ovest Milanese al top.

Cardiologia interventistica: numeri da primato per l'Asst Ovest Milanese

Numeri da primato per la Cardiologia interventistica dell’Asst Ovest Milanese, che con le 367 angioplastiche primarie effettuate nel 2020 (+20% rispetto all’anno precedente) si colloca al quarto posto su scala nazionale e al primo in Lombardia.
Segno che anche nel periodo più drammatico dell’emergenza sanitaria gli ospedali di Legnano e Magenta sono stati in grado non solo di garantire ma addirittura di aumentare l’attività di urgenza.

«Dal 2020 il Covid ci ha costretto a lavorare sue due binari paralleli"

A illustrare i dati record sono stati il direttore sanitario Cesare Candela, il direttore della Struttura complessa di Cardiologia-Utic degli ospedali di Magenta e Legnano Maurizio D’Urbano e il direttore del Dipartimento cardiovascolare e della Cardiochirurgia dell’ospedale di Legnano Germano Di Credico.
«Dal 2020 abbiamo lavorato su due binari paralleli, la lotta alla pandemia come hub Covid e l’attività ordinaria, andando veramente a una velocità incredibile e senza fermarci - ha sottolineato il dottor Candela - I risultati evidenziano l’impegno messo in campo, con un incremento annuale dell’attività pari al 1.000%, coinciso per di più con un periodo che ci ha messo a dura prova. Siamo hub per alcune specializzazioni tempo-dipendenti - Cardiochirurgia, Chirurgia vascolare, Cardiologia con lo Stemi (un particolare tipo di infarto miocardico) e Neurologia con lo Stroke (altrimenti detto ictus) - e riceviamo pazienti da tutta la Lombardia».

«Un dipartimento che non ha paragoni nella sanità pubblica»

«Il nostro è un dipartimento che non ha paragoni nella sanità pubblica, in quanto a quantità e qualità - ha proseguito il dottor Di Credico - Consta di due Cardiologie (una a Magenta e una a Legnano), una Cardiochirurgia, una Riabilitazione e una Chirurgia vascolare e svolge un’attività prevalentemente urgente e non programmata, per lo più rivolta al territorio. Le patologie cardiovascolari acute sono la prima causa di morte in Occidente, anche se in tempo di pandemia ce ne siamo dimenticati. Non nel nostro ospedale però, per scelta della Regione Lombardia e per efficienza nostra. Anche in pieno Covid abbiamo continuato a svolgere l’attività di emergenza, grazie a un’organizzazione già collaudata, e dall’inizio della pandemia l’attività del dipartimento è stata superiore agli anni precedenti».

«Invece di diminuire i pazienti, li abbiamo aumentati»

«La mortalità intraospedaliera dell’infarto miocardico acuto, che alla fine degli anni ‘90 era attorno al 12/15%, attualmente nei centri dove si fa cardiologia interventistica è calata al 4/6%, un terzo rispetto a non moltissimi anni fa - ha aggiunto D’Urbano - Questo indica quanto questo tipo di attività abbia una ricaduta molto significativa sulla salute pubblica. Nelle angioplastiche primarie, trattamento dell’infarto miocardico acuto, andiamo a riaprire la coronaria che si chiude in modo da riportare rapidamente sangue nella zona che non ne riceve più. È una procedura che richiede una perfetta organizzazione sia extra che intra ospedaliera per abbreviare le procedure di intervento: noi diciamo che “tempo è muscolo”, cioè più si ritarda nell’intervento, meno sono brillanti i risultati, perché un’angioplastica tempestiva permette di salvare più parti del muscolo cardiaco. Almeno nella prima fase della pandemia c’è stata paura a venire in ospedale - ha detto ancora D’Urbano - A marzo 2020, secondo uno studio pubblicato sul Giornale europeo di cardiologia, l’accesso di pazienti alle unità coronariche si è ridotto quasi della metà: molti non venivano in ospedale, con il rischio di morire a casa o di arrivare troppo tardi per la terapia. Noi invece siamo andati in controtendenza e abbiamo aumentato i pazienti».

Gli interventi di angioplastica primaria sono stati 367 (+20% rispetto al 2019)

Durante la pandemia, su indicazione della Regione, l’ospedale di Legnano è diventato uno dei 13 centri hub cardiovascolari ed è stato inserito tra i quattro centri cardiochirurgici della Lombardia. Per sei mesi, Magenta è stata chiusa e Legnano ha lavorato per l’intero territorio, oltre che per pazienti provenienti da fuori bacino (circa il 20% del totale). Gli interventi di angioplastica primaria sono stati 367, con un aumento del 20% rispetto al 2019; le prime dieci strutture nazionali oscillano tra i 300 e i 433 interventi nello stesso anno. I dati pre Covid riferiscono di circa 310 angioplastiche primarie sul totale di 1.200 procedure di angioplastica, divise esattamente a metà tra Legnano e Magenta. Dati che, nel triennio 2017-2019 hanno sempre collocato l’Asst Ovest Milanese al secondo o al terzo posto in Lombardia.
Da cinque anni l’Asst Ovest Milanese ha voluto razionalizzare questo tipo di attività fondendo in un’unica unità operativa semplice dipartimentale i due laboratori distinti nei due presidi ospedalieri, mantenendo una vicinanza geografica sul territorio, poiché i tempi di intervento sono fondamentali. Il risultato è stato un incremento delle procedure, sia in epoca pre Covid che in piena pandemia.

E ora è tempo di rinnovare le apparecchiature: tre angiografi saranno sostituiti

In questo periodo estivo la struttura è oggetto di un aggiornamento delle attrezzature: due dei tre angiografi del laboratorio di Emodinamica di Legnano saranno sostituiti; poi toccherà anche a quello di Magenta. Nel frattempo, Legnano è stata dotata di un angiografo portatile in affitto, collocato in un container all’esterno dell’ospedale, in modo da non essere costretti a ridurre i ritmi di lavoro.

 

Nella foto di copertina: l'ospedale di Legnano