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La storia

"Avevo piantato quel prugno 57 anni fa e ora lo hanno abbattuto"

L'amarezza del bareggese Umberto Cozzi che ha dovuto abbattere il suo prugno di 57 anni dopo un controllo di Regione.

"Avevo piantato quel prugno 57 anni fa e ora lo hanno abbattuto"
Attualità Magenta e Abbiategrasso, 15 Maggio 2022 ore 16:00

L'amarezza del bareggese Umberto Cozzi dopo la decisione di Regione di abbattere il prugno della sua famiglia.

"Quel prugno abbattuto lo avevo piantato 57 anni fa con mio padre"

La segnalazione di Umberto Cozzi:

"Quel prugno aveva 57 anni, lo avevo piantato insieme a mio padre, ma i tecnici di Regione non hanno voluto sentire ragioni e lo hanno abbattuto perché risultato positivo alla Cerambicide dal collo rosso. Ma è assurdo, stava bene e aveva oltre 2 quintali di prugne e nemmeno mi hanno lasciato il tempo per raccoglierle. Le mie vogliono essere delle parole di protesta verso queste leggi. Dopo alcuni controlli sulla pianta di 57 anni di prugna nel nostro orto di famiglia in paese, ci è stato comunicato da Regione, tramite una lettera, che avremmo dovuto abbatterla a causa della presenza di un insetto. Però il nostro pugno non aveva nemmeno una foglia secca o danneggiata e aveva più di 2 quintali di frutti... in 57 anni non ha mai sbagliato un anno di produzione: era esemplare. Nella lettera hanno poi scritto che, se non avessimo dato una data per il taglio della pianta, saremmo ricorsi in sanzioni e sarebbero intervenuti con la forza pubblica per attuare l’intervento. Io allora dico che in agricoltura fanno molti più danni la processionaria e le cimici italiane e giapponesi; insetti che fanno morire le piante. Perché questi insetti non li combattiamo?".

"Se la pianta fosse stata solo mia non avrei esitato a incatenarmi"

Cozzi ha continuato poi assicurando che, se la proprietà fosse stata interamente sua, "non avrei avuto problemi a incatenarmi per evitare che venisse tagliato l’albero". Intervento avvenuto la scorsa settimana.

Le informazioni del Servizio Fitosanitario regionale

Da parte del Servizio Fitosanitario regionale, dall’altra, hanno fatto sapere che:

"La Cerambicide dal collo rosso è un coleottero cerambicide molto dannoso per diverse specie di piante frutticole ed ornamentali. In Lombardia è stato osservato quasi esclusivamente in associazione con specie appartenenti al genere Prunus. La sorveglianza sul campo, l’abbattimento e la distruzione degli alberi infestati sono pratiche efficaci per ridurre le dimensioni delle popolazioni dell’insetto, per prevenirne la diffusione e, in alcune circostanze, per tentarne l’eradicazione. In Lombardia, il Servizio Fitosanitario regionale svolge un’attività di sorveglianza del territorio. Le principali attività riguardano l’analisi visiva delle piante alla ricerca dei principali sintomi delle infestazioni (mucchietti di segatura e fori di sfarfallamento). Il controllo delle infestazioni, ad oggi, è basato sull’abbattimento e sulla distruzione delle piante colpite; legno e radici delle piante infestate vengono sottoposti a cippatura e bruciati in quanto l’insetto riesce a completare il suo ciclo di sviluppo anche in una singola porzione di legno".

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