Attualità
La commemorazione

Alla Franco Tosi sette Pietre d'inciampo per ricordare i deportati

Davanti ai cancelli della storica fabbrica di Legnano oggi 10 gennaio 2022 sono state posate le pietre d'inciampo.

Alla Franco Tosi sette Pietre d'inciampo per ricordare i deportati
Attualità Legnano e Altomilanese, 10 Gennaio 2022 ore 13:06

Sette pietre d’inciampo sono state posate oggi 10 gennaio 2022, davanti alla Franco Tosi di Legnano per commemorare i lavoratori catturati dalle SS il 5 gennaio 1944 e deportati nei lager nazisti, nei quali trovarono la morte.

La decisione dell'Anpi

L’iniziativa, ideata dalla sezione cittadina dell’Anpi e realizzata in collaborazione con l'Amministrazione comunale, ha trovato il suo compimento oggi 10 gennaio, nell’ambito della commemorazione del 78esimo anniversario dell’arresto e della successiva deportazione nel nel campo di concentramento di Mauthausen di nove lavoratori della storica fabbrica legnanese, sette dei quali non fecero più ritorno (Pericle Cima, Alberto Giuliani, Carlo Grassi, Francesco Orsini, Angelo Santambrogio, Ernesto Venegoni e Antonio Vitali).

La commemorazione dei lavoratori deportati

La commemorazione ha avuto inizio poco dopo le 10 nel reparto Sala C: qui si sono alternati al microfono Roberto Carpentieri, a nome della Rappresentanza sindacale unitaria, il sindaco di Legnano Lorenzo Radice, e il vicepresidente vicario nazionale dell'Anpi Carlo Ghezzi. Assente il ministro del Lavoro Andrea Orlando: trattenuto a Bruxelles da impegni inderogabili, ha inviato una lunga lettera che è stata letta dal palco. A seguire è stata deposta una corona alla lapide che ricorda la deportazione dei lavoratori, dopodiché in piazza Monumento, davanti all’ingresso della fabbrica, sono state posate le sette pietre d’inciampo, con l'intervento del presidente dell'Anpi di Legnano Primo Minelli. Una delegazione ha poi posato una corona anche al monumento ai deportati della Ercole Comerio, al monumento ai partigiani in piazza 4 Novembre e al campo dei deportati nei lager nazisti e dei partigiani al cimitero di corso Magenta.

8 foto Sfoglia la gallery

Il ricordo del presidente dell'Anpi

"Oggi ricordiamo i deportati del gennaio 1944, ma ci ricorderemo con altre pietre d'inciampo anche di coloro che furono deportati successivamente, a marzo, nell'ambito dei grandi scioperi nazionali proclamati dal Cln - ha affermato il presidente dell'Anpi - In particolare vorrei ricordare alcuni che sono quelli a cui dedicheremo più avanti delle pietre d'inciampo: Carlo Ciapparelli della Franco Tosi, Giuseppe Ciampini e Giannino De Tomasi della ex Metalmeccanica Ercole Comerio qui di fronte alla stazione, Rino Cassani e Mario Pomino della Ditta Bozzi, la ex fabbrica delle biciclette Legnano. E altri dei quali stiamo rintracciando la storia. La posa di queste pietre vuole fare conoscere ulteriormente la storia del nostro Paese e della nostra città e il contributo dato dai lavoratori alla lotta di Liberazione. Lo sciopero del 5 gennaio 1944, tra i primi in Italia, fu spronato dalle forze partigiane operanti nell'Altomilanese che in Franco Tosi erano fortemente radicate grazie all'attività dei fratelli Venegono. Posare queste pietre con il nome dei lavoratori in un luogo pubblico e di grande passaggio significa fare memoria attiva dell'Italia libera e del ruolo che ebbero i lavoratori partigiani nella lotta di Liberazione e nella scrittura della nostra Costituzione, per contrastare i rigurgiti fascisti che stanno purtroppo ancora riaffiorando".

E il presidente Minelli ha voluto ribadire l'importanza di questo gesto anche ai nostri giorni:

"Oggi, dopo 78 anni, molto ci chiedono il perché di questo ricordo ormai lontano nel tempo. Noi rispondiamo che il ricordo di quei giorni drammatici deve essere conosciuto e non dimenticato, o peggio riscritto come qualcuno pensa, perché non conoscere la nostra storia può determinare il suo ripresentarsi, seppur sotto forme diverse. Infatti anche oggi ascoltiamo parole e vediamo fatti che ricordano molto quel triste passato. Queste manifestazioni di ricordo sono gli anticorpi contro chi vede in quel passato un punto di riferimento nostalgico".

Le parole del sindaco

"Oggi Legnano non si limita a commemorare, come avviene tutti gli anni, il drammatico anniversario della deportazione dei lavoratori della Franco Tosi nei campi di concentramento - ha affermato il primo cittadino - Oggi Legnano ha inciso i nomi di quei sette lavoratori nelle pietre di inciampo perché, come le cose scritte, rimangano.
Questi nomi, i nomi di Pericle Cima, Carlo Grassi, Francesco Orsini, Angelo Santambrogio, Ernesto Venegoni, Antonio Vitali e Alberto Giuliani, da oggi, saranno visibili a chiunque passi davanti a quella che era stata la loro fabbrica. Nell’opera della difesa della Memoria che da anni vede collaborare Anpi Legnano e l’Amministrazione comunale posare queste sette pietre d’inciampo significa non permettere che la storia muoia. Significa dare a un episodio tragico del nostro passato uno spazio nel presente della nostra città. Come Amministrazione abbiamo programmato e stiamo programmando interventi importanti sui beni storici e identitari della nostra città, perché in ognuno di questi c’è una parte di Legnano che non vogliamo vada smarrita, ma che, anzi, vogliamo continui a vivere, magari anche con una diversa vocazione, ma viva. A maggior ragione vogliamo che continui a vivere il ricordo di chi, a questa città e alla sua comunità, ha dato la vita. Lo facciamo mettendo una pietra con cui vogliamo lasciare un segno nella città materiale per dare forma alla Città della memoria, perché anche un bene immateriale come la memoria fa la ricchezza di una città e rende unica una città. E la scelta coraggiosa, e senza possibilità di ritorno, fatta da questi sette lavoratori della Franco Tosi è, a tutti gli effetti, un patrimonio inestimabile della nostra Legnano".